«Il Ferro di cavallo ora è vuoto» Parte la gara per l’abbattimento

Annuncio dell’Ater: «Ruspe in azione già da gennaio». La demolizione costerà 1,2 milioni di euro Esulta il centrodestra in Regione e Comune: «Abbiamo una decisa vocazione a realizzare le opere»
PESCARA. Il conto alla rovescia è cominciato. Quella di ieri è una data storica per Regione, Ater e Comune perché entro gennaio cominceranno i lavori per abbattere il Ferro di cavallo, l’edificio popolare di via Tavo che si è fatto conoscere in tutta Italia come supermarket della droga tanto da attirare l’attenzione di Daniele Piervincenzi e Vittorio Brumotti, che si sono occupati del degrado ambientale e sociale di quest’angolo di città e lo hanno denunciato in tv. Una volta spariti i palazzi gialli dove occupazioni abusive e episodi di criminalità erano continui, lì saranno costruiti due edifici, per un totale di 56 alloggi. Un’operazione da 7 milioni 866 mila euro.
IL BANDO DI GARA Erano le 12, ieri mattina, quando sul sito internet dell’Ater è stata pubblicata la determina a contrattare che dà il via alla procedura di gara per la demolizione dello stabile a forma di ferro di cavallo, e domani avverrà la pubblicazione del bando «sulla Gazzetta ufficiale, sul sito del ministero e su due quotidiani. Per gennaio è previsto l’inizio dei lavori», ha annunciato il presidente Mario Lattanzio, affiancato dal dirigente tecnico Gianni D’Addazio, facendo il punto sul lavoro che ha portato a questo traguardo. Negli ultimi mesi «63 famiglie regolari sono state trasferite in altri alloggi, rimessi a nuovo, e per altre nove è in corso il trasloco». Per tutte sono stati «recuperati degli appartamenti, grazie ai fondi regionali». Poi, altre «18 famiglie sono state sfrattate perché non avevano diritto alla casa, avendo problemi con la giustizia, e altre 12 perché erano decaduti i requisiti per l’assegnazione. I 18 alloggi rimanenti erano vuoti».
I LAVORI La gara d’appalto per l’esecuzione dei lavori, mediante procedura aperta, sarà aggiudicata con il criterio del minor prezzo. L’importo complessivo dell’appalto è di 1.214.041 euro, di cui 1.170.334 euro a base d’asta e 43.706 euro per oneri della sicurezza. L’intervento andrà realizzato in 120 giorni della sottoscrizione del verbale di inizio lavori. In prospettiva, dopo la demolizione, si procederà alla costruzione di due nuovi edifici, al posto del Ferro di cavallo, per un importo di 6.326.000 euro.
LE REAZIONI È il momento della soddisfazione, per gli enti che hanno lavorato a questo traguardo, perché si raggiunge uno step significativo in vista dell’entrata in funzione delle ruspe. «Un risultato storico» per il presidente della Regione Marco Marsilio, visto che il Ferro di cavallo era «una piaga», per Pescara, e il centrodestra «si è caratterizzato per una decisa vocazione a prendere decisioni e a fare», superando «la rassegnazione e il dibattito ideologico sterile del passato». Per arrivare ad oggi è stata come prima cosa «approvata una legge di riforma sull’accesso agli alloggi popolari» che sbarra la strada a chi ha «uno spiccato profilo criminale». Seguendo questi criteri il Ferro di cavallo «è stato liberato dai delinquenti e la brava gente ha avuto alloggi ristrutturati». Tra le fasi più critiche, superata positivamente, c’è stata quella in cui si è rischiato di «perdere i fondi Cipe», ha ricordato il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri evidenziando che la prima delibera è del 2017. E tra i motivi di soddisfazione c’è la «riqualificazione di appartamenti che erano chiusi», oggi occupati dagli ex inquilini di via Tavo. «Un’operazione che sembrava impossibile fino a due anni fa e che un grandissimo gioco di squadra tra Regione, Ater e Comune ha reso possibile», ha detto entusiasta del risultato il sindaco Carlo Masci, affiancato dall’assessore Isabella Del Trecco. «Siamo passati», per Masci, «da chi parlava del Ferro di cavallo come del cancro di Pescara all’abbattimento, e si arriverà a due edifici più piccoli, a misura d’uomo. La più grande operazione fatta in città».

