Il fiume Pescara dimenticato: un progetto per farlo risorgere

18 Giugno 2021

Il presidente del consiglio regionale Sospiri e l’assessore comunale Del Trecco svelano i contenuti Sarà finanziato dalla Regione con i fondi europei 2021-2027. Previste aree gioco, ristoro e sosta

PESCARA. Se oggi il fiume Pescara non è pienamente vivibile dalla città e soffre di un degrado nascosto agli occhi dei più, in futuro non sarà più così. C’è già un “Progetto Urbano del Fiume Pescara” che sarà finanziato dalla Regione con le risorse della nuova programmazione europea 2021- 2027 dei Fondi per lo sviluppo e la coesione, come svelano il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e l’assessore comunale all’Ambiente Isabella Del Trecco. «Il piano di fattibilità è pronto, il lavoro esecutivo è stato avviato e il progetto, sui cui sono impegnate le strutture tecniche interne (con un gruppo guidato da Ester Zazzero e il coordinamento di Emilia Fino), è già stato sottoposto ai vertici della Regione e ai sindaci dell’asse fluviale», dicono i due.
Tutto mira al «recupero e alla riqualificazione» del Pescara che fanno il paio con «il rilancio e la rivitalizzazione, per restituire al fiume il suo ruolo, la sua immagine con una veste innovativa, individuando quegli elementi di sostenibilità che possano rendere lo spazio fluviale attrattivo, attraente e capace di attirare investimenti e fruitori».
Città, fiume e mare vanno «messi a sistema» puntando alla sicurezza «rispetto ai rischi di esondazione e potenziando le prestazioni del sistema ambientale ai fini della biodiversità, riqualificando i paesaggi oggi compromessi. Il fiume deve diventare un’area capace di offrire spazi per opere pubbliche, infrastrutture, verde, agricoltura, tempo libero, sport e servizi, tutti compatibili con la riqualificazione naturale del corso d’acqua, innescando un processo di rigenerazione urbana che coinvolga anche le superfici circostanti». Queste le premesse.
Il progetto si snoda attraverso una serie di reti, ciascuna relativa a un ambito preciso, a partire da quelle blu, sul «sistema delle acque», passando per le rosse, che riguardano la mobilità sostenibile, «per la riduzione dell’inquinamento atmosferico». Quella verde assicurerà «continuità agli spazi aperti pubblici e privati, con una varietà di impianti vegetazionali per la tutela della biodiversità» mentre le “reti viola” coinvolgeranno la produzione e distribuzione di energia, a favore delle energie pulite e rinnovabili, e le “reti brown” dovranno garantire lo smaltimento ordinario dei rifiuti solidi e liquidi attraverso il riciclaggio». Con il potenziamento dei sistemi di depurazione delle acque si contrasteranno le «immissioni non controllate di liquami e il deposito di materiali trasportati dalle correnti o dalle piene, attraverso la realizzazione di sistemi di stoccaggio temporaneo delle acque meteoriche di prima pioggia. Per la mobilità è previsto il potenziamento di quella dolce, con percorsi pedonali e ciclabili che dovranno concorrere alla limitazione del traffico su gomma, allungando verso l’interno il corridoio verde, arrivando fino alle sorgenti del Pescara. Per i rifiuti solidi urbani, sono stati immaginati nuovi impianti di trattamento sostenibile, ovvero reti dedicate per i rifiuti domestici, con centri di raccolta, di trasferimento, centri di valorizzazione energetica». E ancora «un nuovo sistema di illuminazione, la sistemazione degli attraversamenti pedonali e carrabili per collegare le due sponde, la realizzazione di servizi attrattori per l’utenza con la Pescara – River Front, caratterizzata da spazi verdi per il gioco dei bambini, per la sosta dei ciclisti o dei runner, per il ristoro. Un polo di vitalità capace di erogare servizi e d’attrazione anche per il turismo green».