«Il fotomontaggio del ponte imbrattato? Scherzo tra amici»

Roberto Sala, docente a Brera, racconta come è nata l’immagine diventata virale che ha fatto indignare la città
PESCARA. Quella foto, diventata virale, del ponte Flaiano appena inaugurato dal ministro Delrio e imbrattato due ore dopo con una scritta nera a caratteri cubitali (Ridateci Fonzie, riprendetevi Renzi), ha fatto indignare centinaia di persone lo scorso 15 giugno. Prima di scoprire, nel giro di poche ore, che era un fake, una bufala.
Una bufala che ha raccolto 1.111 “mi piace”, 283 condivisioni e 124 commenti solo sulla pagina Facebook del gruppo pubblico che l’ha lanciata alle 15,06 di quel giorno. Scatenando un dibattito che è però andato avanti fino a pochi giorni fa e che ha lasciato di stucco lo stesso autore. Il quale, racconta al Centro, non aveva alcuna intenzione di mettere in giro una notizia falsa, una bufala appunto.
«È un fotomontaggio postato sulla pagina Facebook di un mio amico, che quel giorno aveva appena pubblicato il suo, di fotomontaggio, con il nuovo ponte Flaiano e la scritta “Cozze e vongole” presa da quella che campeggia sullo scheletro della Città della musica e che tutti conoscono. Evidentemente», dice Roberto Sala, eclettico pescarese 52enne già protagonista anni fa della trasmissione satirica “Maffa sciò” su Rete 8, «ho sbagliato a fare troppo bene il fotomontaggio di “risposta” al mio amico. Dovevo farlo un po’ più goffo perché si capisse che non era vero». Difficile, farlo più “goffo” per uno che oltre a essere art director della rivista “Segno” ed esperto fotografo, è anche docente di grafica editoriale alla prestigiosa Accademia di Brera. Ma proprio per questo, perché l’ha fatto? «Innanzitutto voglio dirlo: mai mi sarei aspettato che diventasse così virale. La mia era un’esortazione, un invito sulla pagina Fb dell’amico che aveva già pubblicato il suo, a far vedere quello che sapevano fare gli altri con il foto ritocco. Non era certamente un invito a imbrattare i muri. Anzi, mi piacerebbe che passasse esattamente il messaggio contrario a quello che qualcuno ha inteso: sfoghiamoci sulle bacheche Facebook in modo virtuale e basta. Ma senza imbrattare nulla. Lo dice uno che con la famiglia ha una casa editrice che si occupa di arte contemporanea e architettura, i ponti ci interessano architettonicamente. Semplicemente pensavo di innescare con il mio fotomontaggio la stessa catena che era partita con il Ponte del mare, scimmiottato in foto in tutte le maniere. Invece non è partita nessuna catena, perché hanno creduto al mio fotomontaggio». Inutile l’ammissione pubblica che Sala ha fatto sulla pagina Fb dell’amico da cui era partito tutto: «È un fotomontaggio, sveglia!» scrive infatti Sala alle 18,49 di quello stesso 15 giugno. E così fa anche sul gruppo pubblico che aveva lanciato il fake. Ma ormai era andata, il fotomontaggio era diventato realtà. «Nel realizzarlo mi ero solo preoccupato di non mettere scritte offensive. Quella che ho scelto l’ho pescata da Internet e solo perché quel nero e quei caratteri ben si adattavano sul fondo bianco, permettendomi di lavorarci il meno possibile». Ma che ne poteva sapere, di tutto questo, il vice sindaco Antonio Blasioli che quel giorno, dopo ministri e cerimonie, ha saputo di quella foto e si è precipitato sul ponte a verificare di persona se fosse vero? «Mi dispiace», conclude Sala, «era solo uno scherzo tra amici. L’ho spiegato anche al sindaco».

