Il generale Caramignoli: «Pescara sulla rotta mafiosa, pericoli con i fondi del Pnrr»

Il nuovo comandante regionale delle fiamme gialle incontra le autorità cittadine Dopo l’operazione Transumanza, via ai controlli a tappeto sugli appalti pubblici
PESCARA. «La provincia di Pescara è estremamente dinamica e per questo va attenzionata in modo particolare: è un punto di passaggio lungo la direttrice nord-sud del corridoio Adriatico che risente dell’influenza delle organizzazioni malavitose della vicina Puglia, oltre alle altre consorterie criminali radicate sul territorio». L’analisi è del comandante regionale della Guardia di finanza, il generale Germano Caramignoli, che a pochi giorni dal suo insediamento in Abruzzo ha fatto visita ieri mattina alla caserma delle fiamme gialle in via Cincinnato. Al suo fianco il colonnello Antonio Caputo, a capo del comando provinciale del capoluogo adriatico.
Il comandante regionale, al termine di un vertice operativo incentrato sulle attività investigative appena concluse e su quelle in corso, ha incontrato nel corso della mattinata anche il prefetto Giancarlo Di Vincenzo, il presidente del tribunale Angelo Mariano Bozza, il procuratore Giuseppe Bellelli e il procuratore aggiunto Anna Rita Mantini, per poi visitare il nuovo hangar della sezione aerea del reparto operativo aeronavale. Dopo le recenti operazioni sull’affare milionario della mafia dei pascoli e, ancora prima, sull’inchiesta per il giro di droga, mazzette e appalti truccati che ha travolto il Comune di Pescara, le future sfide della Guardia di finanza vedono il corpo militare impegnato sul fronte delle attività di contrasto all’evasione fiscale e agli illeciti in materia di spesa pubblica, con particolare attenzione alla gestione degli appalti finanziati con i fondi europei del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che nel giro di qualche mese cambieranno il volto alla città. «L’operazione Transumanza ci ha dimostrato come la criminalità organizzata possa aggredire i fondi europei», sottolinea il generale Caramignoli, «ma c’è un piano del comandante provinciale per contrastare il fenomeno. I nostri reparti sono all’avanguardia e agiscono in stretto raccordo con la procura della Repubblica, in particolare per le attività investigative incentrate sui settori della spesa pubblica e sull’analisi e il monitoraggio delle somme inserite nel Pnrr. Su quest’ultimo aspetto l’attenzione deve essere massima, per evitare che il Pnrr possa diventare l’occasione per la criminalità organizzata di potersi inserire nei segmenti dello Stato».
Secondo il comandante regionale della finanza, segnali concreti che lasciano presagire il pericolo di infiltrazioni malavitose nelle amministrazioni abruzzesi non ce ne sono, ma l’attenzione alla prevenzione da parte delle fiamme gialle è altissima, perché «l’insinuarsi della criminalità nel contesto economico è più difficile da individuare», specifica. «Per questo è importante mettere in campo meccanismi in grado di evitare la degenerazione dei fenomeni, in particolare controlli posti in essere con finalità di prevenzione», aggiunge il generale. «Il lavoro svolto dal colonnello Caputo e dai suoi uomini è assolutamente efficace, lo dimostra la gestione delle notizie di reato sul territorio, ma anche la qualità e l’importanza delle operazioni che hanno portato il comando provinciale anche sulle cronache nazionali. Non ultima l’operazione Transumanza che, pur riguardando un settore di nicchia, è importante perché si collega con le famose attività della mafia dei pascoli siciliani».
Il colonnello Caputo, nel dare il benvenuto al generale Caramignoli, ha rimarcato che «per noi è un assoluto privilegio averlo qui oggi, perché rappresenta un ulteriore stimolo a fare ancora meglio il nostro lavoro». «Abbiamo fatto e faremo tanto», conclude Caputo, «soprattutto per evitare l’infiltrazione nel tessuto economico della criminalità organizzata».
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