Il generale Graziano: Abruzzo terra di alpini e di valori profondi

17 Maggio 2015

Il capo di Stato maggiore della Difesa sarà oggi all’Aquila «Le penne nere sono parte attiva della società»

L’AQUILA. Il capo di Stato maggiore della Difesa generale Claudio Graziano sarà oggi all’Aquila per partecipare all’Adunata nazionale degli alpini.

Generale qual è il rapporto degli alpini con l’Aquila e l’Abruzzo?

«L’Abruzzo è da sempre terra di alpini che guardano allo splendido massiccio del Gran Sasso come simbolo della loro tenacia e determinazione. Un rapporto forte, sentito profondamente dalle tante famiglie di abruzzesi i cui figli hanno servito nelle file del battaglione L’Aquila che porta, a testimonianza di questa sentita identità, il nome della città sin dal 1935. Un legame costruito con il servizio militare nelle unità alpine, con le dure esperienze della 1^ e della 2^ Guerra Mondiale, con la partecipazione del battaglione L'Aquila alla guerra di liberazione e confermato nei tragici eventi del terremoto del 2009 in cui gli alpini del 9° reggimento furono tra i primi soccorritori della popolazione ferita e poi custodirono il centro storico fino alla fine dello scorso anno. Non ultimo ricordo anche l’impegno nell’emergenza neve del 2012 in cui i mezzi e l’azione senza sosta degli alpini furono fondamentali nelle prime giornate dell’intervento che aveva bloccato l’intera regione».

La storia degli alpini è fatto di impegno, abnegazione solidarietà. Sono valori ancora validi oggi?

Assolutamente sì, sono valori di cui il nostro paese ha bisogno, in particolare, nell’attuale difficile congiuntura economica in cui ogni cittadino è chiamato dare il proprio contributo per far ripartire il Paese. Gli alpini, in armi e in congedo, sono splendidi esempi di solidarietà e abnegazione come testimoniato dai risultati ottenuti nelle tante missioni nazionali ed internazionali e dagli interventi dell’Associazione Nazionale Alpini come strumento di protezione civile capace e organizzato».

L’Adunata Nazionale alpini all’Aquila, qual è il significato di essere qui?

«L’adunata, non è solo una festa in cui “veci e bocia” si rincontrano, ma è soprattutto un occasione per riconfermare le tradizioni e i valori propri degli alpini, il loro impegno sociale e la lor voglia di essere parte attiva della società. Essere a L’Aquila significa voler confermare quella vicinanza e quell’impegno che ha visto gli alpini dell’Ana giungere in Abruzzo da tutta Italia, subito ad organizzare le tendopoli, assistere la popolazione travolta dagli eventi del sisma e successivamente nella realizzazione del villaggio Ana a Fossa. A sei anni da quei tragici giorni, l’invasione pacifica nelle strade della città di migliaia di alpini è un attestato di fiducia nella ricostruzione e nel percorso di rinascita completa della città».

Gli alpini sono impegnati in operazioni sia in Italia sia all’estero in un momento in cui ci sono rischi e minacce emergenti. Come si affronta questa situazione?

«Non solo gli alpini, ma tutti gli oltre 11.000 uomini e le donne delle Forze Armate che sono impegnati in Patria e all’estero in varie operazioni legate ad esigenze di sicurezza in supporto alle forze dell'ordine. Tra questi impegni quelli per l’operazione Strade Sicure in tutta Italia e nella sicurezza dell’Expo a Milano, quelli che stanno operando sulle unità navali nel Canale di Sicilia nell’operazione Mare Sicuro per fronteggiare la difficile situazione connesse all’emergenza dei migranti e al contrasto al traffico di esseri umani; a loro si aggiungono tutti coloro che sono impegnati in missione in Libano, Afghanistan, Kosovo, Somalia e Oceano Indiano e tutti i carabinieri impegnati nelle attività' per garantire l'ordine pubblico».