Il giallo sui finanziamenti del Cipe

4 Giugno 2017

L’opposizione: nessuno sa come sono stati utilizzati i 4,4 milioni

L’AQUILA. È un giallo quello dei 4,4 milioni di euro della delibera Cipe.
Ieri mattina, nella conferenza stampa sull’annuncio di Massimo Cialente di smantellare le piastre del Progetto Case, il candidato sindaco del centrodestra, Pierluigi Biondi, ha parlato della delibera Cipe numero 135 del 2012, che assegnava 4,4 milioni di euro al comune dell’Aquila per la manutenzione del Progetto Case e dei Map, i Moduli abitativi provvisori.
«Di questi soldi non si è saputo più nulla. Non sappiamo se sono stati utilizzati e per che cosa, visto che la manutenzione – come dimostrano purtroppo i fatti – da parte del Comune non è stata fatta», afferma Pierluigi Biondi. «Nessuno si è mai chiesto come sono stati utilizzati. E noi vorremmo saperlo, perché il Progetto Case sta cadendo a pezzi».
«La protezione civile aveva anche proposto, in una riunione con l’Associazione degli amministratori di condominio, di stilare un regolamento per il funzionamento dei complessi abitativi antisismici», aggiunge Biondi. «Gli amministratori avrebbero provveduto a far pagare un minimo di partecipazione agli inquilini. Era giugno del 2011. Ma non se ne fece nulla, perché il Comune, ovvero Cialente, allora si oppose strenuamente. Infatti, non si è mosso nulla fino alle elezioni del 2012. Neppure le bollette dei consumi di acqua, luce e gas sono state inviate agli assegnatari, perché c’erano le elezioni amministrative».
Bollette che poi, però, sono arrivate alle famiglie con conguagli dai 2500 ai 6mila euro e in alcuni casi anche 8mila euro.
Anche oggi gli assegnatari si lamentano, perché le bollette dei consumi non arrivano da un anno e mezzo e le letture non vengono eseguite, anche perché molti contabilizzatori (il 70 per cento ha detto il Comune) non sono funzionanti. E i consumi non si possono più conteggiare a metro quadrato di alloggio.(v.p.)