Il gip: la gara Asl pilotata con complici compiacenti

10 Aprile 2021

Sotto accusa il bando da 11 milioni per la gestione delle residenze psichiatriche «Accordi per assegnare il punteggio vincente all’offerta della coop amica»

PESCARA. Nelle carte dell’inchiesta sull’appalto della gara da 11 milioni di euro vinto dalla Coop La Rondine di Domenico Mattucci, l’imprenditore finito in carcere insieme alla sua coordinatrice, Luigia Dolce, e al primario Asl Sabatino Trotta, i magistrati, e lo stesso gip che ha firmato gli arresti dei tre, sottolineano l’evidente incompatibilità di Trotta nel trattare quella gara, soprattutto per gli stretti rapporti che aveva con la Dolce. «Di contro», scrive il gip, «è emerso che Trotta, avvalendosi della qualifica di direttore del dipartimento di salute mentale, provvedeva alla redazione del capitolato tecnico allegato al bando di gara (stabilendo i criteri per effettuare la valutazione delle offerte avanzate dai partecipanti) e, con comunicazione diretta al Rup Petrella indicava (in sostanza sceglieva) i nominativi dei soggetti esperti nominati quali commissari di gara». Scelta che cadeva su soggetti «compiacenti» come Antonio D’Incecco, suo sottoposto alla Asl e, «come si rileva dai colloqui, in stato di soggezione personale, atteso che lo stesso si dimostrava sempre pronto a soddisfare ogni pretesa, anche illecita, di Trotta» e Anna Rita Simoni, a lui legata da un rapporto personale.
Trotta si metteva in contatto con D’Incecco (che soltanto qualche giorno dopo verrà nominato presidente della commissione di gara) e lo informava che il rup Petrella (poi sostituita in quel ruolo perché indagata in un altro procedimento penale per corruzione) gli avrebbe consegnato una pen-drive che conteneva le offerte tecniche presentate dagli operatori economici partecipanti alla procedura. E visto che D’Incecco non aveva nessuna esperienza in merito, Trotta gli comunicava che «la verifica delle offerte avrebbe permesso loro di effettuare una valutazione congiunta ed indirizzata: Trotta, utilizzando il plurale “noi”», scrive il gip, «chiaramente comunicava a D’Incecco che avrebbe dato il proprio apporto (pur non essendo la valutazione delle offerte di sua competenza) determinante nella scelta della migliore offerta». Trotta stabiliva anche il punteggio, molto alto, da dare alla valutazione tecnica per creare un divario insuperabile con le altre offerte. E a chi palesava preoccupazione per eventuali ricorsi, Trotta diceva in sostanza che dovevano stare tranquilli perché «il ricorso te lo fanno fare se ci sta un punto, un punto e mezzo, due punti e proprio già cominci a stira’, perché dopo è finita... dieci punti deve stravolgere, non hanno capito niente né l’uno né l’altro». E poi c’è la questione, tenuta nascosta alla Asl che avrebbe potuto escludere La Rondine dalla gara e assegnarla alla seconda classificata, che riguardava un procedimento penale, con tanto di rinvio a giudizio per turbativa d’asta, di due rappresentanti del Consorzio Coop Sociali Sgs, di cui faceva appunto parte La Rondine. (m.cir.)