Il giudice di pace annulla le multe: «L’autovelox non era omologato»

Recepita l’ultima ordinanza della Cassazione, tutte le sanzioni per eccesso di velocità sono illegittime La sentenza apre la strada a una valanga di ricorsi. L’avvocato: «Finalmente ci hanno dato ragione»
BUSSI SUL TIRINO. L’autovelox di Bussi sul Tirino non è omologato e per questa ragione le multe per eccesso di velocità sono state annullate. È di ieri la decisione del giudice di pace di Pescara, emessa sulla base di alcune sentenze di merito e soprattutto sulla scia della recente disposizione della Corte di Cassazione, con la quale è stato accolto il ricorso in opposizione all’ingiunzione di pagamento emanata dalla prefettura di Pescara per presunte violazioni al codice della strada. La sentenza potrebbe aprire la strada a una stagione di ricorsi alle contravvenzioni elevate dalla polizia municipale sulla base delle rilevazioni dell’apparecchio che si trova lungo la strada statale 153.
Un cittadino, vittima dell’autovelox di Bussi, si è rivolto all’avvocato Carlotta Ludovici per far valere le proprie ragioni dopo aver ricevuto a casa alcune multe per il presunto superamento dei limiti di velocità: avrebbe dovuto pagare sanzioni pecuniarie onerose oltre a subire la decurtazione dei punti dalla patente di guida. Invece, al termine della battaglia legale avviata nel 2019, il giudice di pace ha ritenuto illegittima la prassi seguita fino a questo momento e ha annullato le contravvenzioni. La questione ruota intorno alle due procedure tecniche dell’approvazione e dell’omologazione dell’autovelox.
«Il giudice adito, affrontando ancora una volta e con dovizia di particolari l'annosa problematica inerente l'omologazione degli autovelox, ha sentenziato che le due procedure di approvazione e di omologazione sono del tutto differenti tra loro», spiega l’avvocato Ludovici. La decisione del giudice di pace si è basata sia sul Codice della strada che stabilisce che, per la determinazione dell'osservanza dei limiti di velocità, sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature «debitamente omologate», sia sulle innumerevoli sentenze di merito e soprattutto sulla recente decisione adottata dalla Cassazione con l’ordinanza del 19 aprile scorso. «Siamo davvero soddisfatti di questa decisione», prosegue l’avvocato, «che potrebbe rappresentare una svolta definitiva nella risoluzione dei nodi provocati da una non sempre uniforme interpretazione della giustizia che ha portato a una profonda differenza di trattamento tra cittadini, i quali nonostante la proposizione di ricorsi del medesimo tenore avverso multe elevate dallo stesso autovelox sono stati raggiunti da provvedimenti diversi e contrastanti tra loro. Detto in altri termini, alcuni (per la verità la maggior parte) si sono visti annullare le contravvenzioni, altri (invero pochi) no, nonostante si trattasse dello stesso autovelox».

