Il giudice: «Può sparare ancora» E Pecorale rimane in carcere

14 Aprile 2022

Davanti al gip di Pesaro che ha convalidato l’arresto in 29enne accusato di tentato omicidio non parla Il suo difensore ha chiesto di trasferirlo in una clinica psichiatrica: «C’è la documentazione svizzera»

PESCARA. «Colpisce negativamente la sostanziale freddezza con cui egli ha passato le ore immediatamente successive al delitto, organizzando ed eseguendo un piano di fuga che avrebbe anche potuto avere successo dato che egli è stato bloccato a qualche centinaio di chilometri da Pescara».
L’ORDINANZA DEL GIP
È uno dei passaggi dell'ordinanza del gip di Pesaro, Giacomo Gasparini, che ieri ha convalidato l’arresto di Federico Pecorale, il 29enne (originario di Montesilvano ma residente da anni in Svizzera) che domenica scorsa ha sparato cinque colpi di pistola contro Yelfry Rosado Guzman, il cuoco di “Casa Rustì”, in piazza Salotto, per poi darsi alla fuga su un taxi bloccato in autogrill, sull’autostrada all’altezza di Pesaro.
L’arrestato ieri si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del giudice che, nel disporre la sua custodia in carcere, si è anche dichiarato incompetente territorialmente in quanto la sparatoria è avvenuta a Pescara, e quindi ha disposto il trasferimento degli atti.
Il gip, comunque, scrive ancora su di lui: «Egualmente negativa è la valutazione dei motivi a delinquere; trattasi di circostanze così sproporzionate tra loro da indurre a pensare che nel tempo Pecorale sia giunto ad erigere una gerarchia di valori in cui all’apice ci sono lui e le sue aspettative/pretese a cui il prossimo deve adeguarsi a tutti i costi».
E poi aggiunge ancora il gip che «soprattutto è attuale e grave il pericolo di reiterazione del reato: al momento si può affermare che il grave fatto di sangue è maturato in un contesto totalmente eccentrico rispetto alla sequenza di avvenimenti. Accresce l’allarme sociale il fatto che Pecorale, privo di autorizzazioni, girasse armato e pronto a sparare».
IL DIFENSORE
«Non era in grado di sostenere un interrogatorio», ha spiegato il suo legale, l’avvocato Florenzo Coletti, «appena mi ha visto si è messo a piangere e lo ha fatto diverse volte davanti al giudice, e mi ha anche chiesto come sta il ragazzo. Era in uno stato di totale confusione: davanti al giudice ha farfugliato il suo nome e ha sbagliato più volte la sua data di nascita tanto che il gip lo ha aiutato a ricordarla».
PERIZIA PSICHIATRICA
È per questo che si è avvalso della facoltà di non rispondere e l’avvocato ha chiesto al giudice, in caso di misura, di trasferirlo in una clinica psichiatrica, anche perché è ormai nota l'intenzione del difensore di far sottoporre Pecorale a una perizia psichiatrica. «Ho anche depositato della documentazione medica che arriva dalla Svizzera riguardo alla sua invalidità civile per questioni fisiche e psichiche», riferisce l'avvocato Coletti.
IL FILMATO INTEGRALE
«È una storia assurda», aggiunge il difensore, «ma effettivamente la causa scatenante è legata a una sorta di screzio nato per la cottura degli arrosticini che Federico aveva ordinato in quel locale. Io però ho da fare qualche verifica per comprendere meglio l’accaduto. Verifica che posso fare soltanto prendendo visione della registrazione filmata integrale della telecamera interna del locale, teatro della sparatoria, che non è depositata negli atti del tribunale di Pesaro. Mi è stato detto che il filmato si trova nelle mani del pm Fabiana Rapino, quindi andrò presto a chiedere al magistrato di visionare il tutto».
la pistola e i soldi
Il legale poi smentisce categoricamente la storia circolata che il suo cliente aveva con sé la pistola perché intimorito da alcuni rom che avevano cenato con lui la sera precedente nello stesso locale.
LA CENA CON I ROM
«Agli atti», dice ancora il difensore, «non c’è nessuna dichiarazione di Pecorale in questi termini, anzi lui aveva cenato con due rom e gli aveva anche offerto la cena e questi lo avevano ringraziato, lo dice la testimone». Quanto alla disponibilità dei soldi (aveva pattuito con il tassista 1.500 euro per farsi portare in Svizzera) l’avvocato Coletti chiarisce che Pecorale percepisce dalle autorità svizzere 1.500 franchi per la invalidità civile che gli era stata riconosciuta dopo l'incidente in moto subito nel 2010 a Montesilvano.
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