Il giudice rimuove il primario Polidoro
Stop all’incarico: D’Amario lo nominò capo della Medicina legale senza concorso, adesso la Asl dovrà rifare il bando
PESCARA. Una sentenza del tribunale di Pescara rimuove dall’incarico il primario della Medicina legale Ildo Polidoro, 61 anni, originario di Chieti, nominato nel 2013 dall’allora direttore generale Claudio D’Amario per rimettere ordine a un reparto in preda al caos. Una nomina decisa senza concorso, dice adesso il giudice Federica Colantonio che ordina alla Asl di annullare il contratto di Polidoro e di fare una selezione tra medici «sulla base dei principi di legalità e dei canoni di buona fede e correttezza».
Il pronunciamento del tribunale arriva dopo un ricorso presentato da Marisa Ramundo, già dirigente Asl, assistita dall’avvocato Gabriele Silvetti, che aveva partecipato al concorso per diventare primario della Medicina legale. Un bando poi annullato da D’Amario che affidò l’incarico a Polidoro sfruttando un decreto dell’allora presidente della Regione e commissario alla Sanità Gianni Chiodi sulla ricollocazione del personale dirigenziale in eccesso alla Asl dell’Aquila. Polidoro, medico legale stimato con un’esperienza trentennale, arrivò alla guida del reparto in un momento di emergenza, segnato dalle proteste dei pazienti e da due inchieste per truffa, una sulle commissioni di invalidità e l’altra sulle patenti speciali, entrambe poi finite tra le archiviazioni. Insomma, D’Amario chiamò Polidoro in un periodo nero per «porre rimedio ai problemi ereditati e assumersi la responsabilità delle scelte», così dichiarò il manager, attuale subcommissario alla Sanità in Campania.
Ma quella nomina, dice il tribunale, è viziata in partenza, cioè dalla mancanza del concorso: «Non vi è dubbio», dice la sentenza, «che, sulla scorta della legislazione statale, l’individuazione del soggetto destinatario dell’incarico debba avvenire sulla base di una procedura selettiva che prende avvio con la pubblicazione di un bando, si snoda in una fase di valutazione tecnica e si conclude con la formazione di una terna di candidati idonei formata sulla base dei migliori punteggi attribuiti. La procedura selettiva vale, in ogni caso, soltanto ad orientare e, dunque, ad attenuare la discrezionalità del potere di scelta del direttore generale, senza escluderla del tutto». Infatti, secondo la legge, è possibile che il direttore generale nomini un candidato diverso «fornendo una articolata motivazione della diversa scelta compiuta». Il giudice rimuove la base su cui poggia la nomina di Polidoro, assistito dall’avvocato Tommaso Marchese: «Non sembra rispondere a verità l’affermazione di Polidoro di essersi trovato in una situazione di eccedenza per effetto della soppressione dell’unità operativa complessa alla quale afferisce la posizione dirigenziale apicale di cui si controverte». Messa così, la Asl non ha altra scelta se non allinearsi alla linea dettata dal tribunale: «La Asl, in accoglimento del ricorso, è tenuta a conferire l’incarico di direzione di struttura complessa del servizio di Medicina legale soltanto all’esito della valutazione selettiva prevista dalla legge e dalla contrattazione collettiva, previa indizione di avviso pubblico e svolgimento della relativa procedura».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

