Il giuramento dei sottosegretari abruzzesi

D’Eramo (Lega) e Bergamotto (FdI): «Una grande emozione». Sgarbi alla Cultura, avvio con polemica
ROMA. Con il giuramento dei sottosegretari a palazzo Chigi, Giorgia Meloni completa la squadra di governo.
Visibilmente emozionati, qualcuno accompagnato anche dalla famiglia, i "prescelti" radunati nella sala dei Galeoni hanno sfilato uno ad uno davanti alla premier e al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano che, per tutti, ha letto la formula del giuramento. Due gli abruzzesi: Luigi D’Eramo, coordinatore regionale della Lega, che si occuperà di agricoltura; e Fausta Bergamotto, dirigente-funzionaria statale in quota Fratelli d’Italia, che approda al Ministero delle imprese e del made in Italy.
Non nasconde la soddisfazione D’Eramo. «È stata una grande emozione al giuramento», conferma, «ma terminata questa fase saremo subito operativi per affrontare le tante questioni dell’agricoltura. Sono d’accordo sulla raccomandazione della premier Meloni sul senso di responsabilità nel servire il Paese e naturalmente ringrazio ancora una volta il mio segretario e vicepremier Matteo Salvini per la grande opportunità che mi ha concesso. Domani (oggi ndr) incontrerò il vicepresidente Imprudente che ha la delega all’agricoltura e faremo il punto sulle priorità. Sono tante le questioni sia da un punto di vista delle strutture, sia da un punto di vista dello sviluppo delle politiche agricole».
«L’Abruzzo», sottolinea, «ha quattro province, ciascuna con le sue specificità. Il lavoro è tanto, ma vogliamo essere subito operativi per dare risposte agli operatori del settore. Chiederò subito un incontro al presidente della Regione, Marco Marsilio, ai sindaci e alle associazioni di categoria. Per entrare nella piena operatività aspettiamo le deleghe».
Non meno emozionata Fausta Bergamotto: «Il Ministero delle imprese e del made in Italy è importante perché, tra le altre cose, a sostegno delle imprese, di quella che è la parte importante dell’economia del Paese. Faremo tutto il possibile per assolvere al nostro compito. Nelle sue linee generali il ministro ha indicato le priorità, aspettiamo le deleghe. Quello del carovita è un tema centrale nel programma di governo per affrontare tutti i problemi chiave e le situazioni di cui si discute in questi giorni».
«Lavorare tanto e a testa bassa», aggiunge, «è quello che ci ha chiesto il presidente del Consiglio e infatti già oggi (ieri ndr) abbiamo proceduto all’insediamento in Ministero. Nei prossimi giorni potrò essere più precisa, ma tanta attenzione verrà riservata a tutto il territorio nazionale, anche se il mio sguardo privilegiato sarà sul mio Abruzzo».
Per quanto riguarda gli altri sottosegretari, assume una sua centralità il ruolo di Vittorio Sgarbi, che prima ancora di aver giurato, polemizza con il sindaco di Milano, Beppe Sala, sulla collocazione della Pietà Rondanini di Michelangelo. Il neo sottosegretario alla Cultura si definisce «quello più a sinistra del governo» e bolla come «ridicola» la scelta degli Uffizi di restare chiusi nel giorno di Ognissanti. «Io», dice conversando a palazzo Chigi, «voglio aperti i musei e li voglio gratis per i cittadini della città in cui ci sono quei musei».
Un invito ad abbassare i toni arriva proprio dalla Meloni : «Da questo momento voi non rappresentate voi stessi, non rappresentate un partito, voi ora rappresentate il Paese», dice la premier che poi lancia un monito: «Ricordate che ci sono decine di milioni di persone il cui benessere e la cui serenità dipendono in buona parte da quello che riusciamo a fare noi».
Non manca poi un pizzico di scaramanzia parlando del governo: «Questa avventura sarà lunga speriamo, difficile, sicuro, e speriamo entusiasmante. E lo sarà solo quando riusciremo a dare risposte ai cittadini ad è per quello che siamo qui». (d.r.)
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