Il governo parla all’Abruzzo «A settembre tutti a scuola»

Azzolina: «La ripresa dell’attività didattica non può prescindere dalla presenza tra i banchi» La viceministra all’Istruzione Ascani in collegamento con il Pd regionale indica il futuro
PESCARA. C’è stato un momento in cui si è temuto che a scuola i ragazzi non sarebbero più tornati, nemmeno per l’esame di Stato, e che anche questo si sarebbe svolto a distanza, come gli ultimi 100 giorni di lezione. E invece ieri sono iniziati in presenza gli esami di maturità che riguarderanno complessivamente quasi 500 mila ragazzi. Un colloquio orale, quello che hanno sostenuto i primi convocati, ieri, in base alla lettera dell'alfabeto estratta due giorni fa e che vedrà via via sfilare tutti davanti ai commissari, non per questo privo delle paure e delle emozioni che da sempre caratterizzano questo appuntamento. «Fare gli esami in presenza non era scontato», ha detto la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che ha scelto di intervenire all’istituto Quarenghi di Bergamo, «alcuni paesi europei li hanno cancellati. Questi esami non concludono l’anno scolastico ma fanno da collegamento con settembre. Sono molto felice di vedere le scuole riaperte e di essere qui». La ministra ha annunciato che già dal primo settembre le scuole saranno aperte per recuperare tutte le attività di apprendimento. Il premier Giuseppe Conte, dal canto suo, ha ricordato la sua maturità come un momento caratterizzato da «tanta apprensione e tanta concentrazione» ma poi nel momento della prova si è trovato «determinato e concentrato».
Rigorose sono le regole di accesso alle scuole sia per i docenti che per i maturandi. Autocertificazioni, mascherine, sanificazioni dei locali, percorsi guidati, e in alcuni casi aule allestite in gazebo.
Nel giorno in cui gli studenti sono tornati nelle proprie scuole per sostenere gli esami di maturità, la viceministra dell’Istruzione Anna Ascani ha partecipato in diretta Facebook a un confronto organizzato dal Pd Abruzzo. Per Ascani «in questi mesi le scuole hanno sostenuto uno sforzo non comune, e con loro gli studenti e le famiglie. La didattica a distanza si è rivelata una didattica della vicinanza. Ma, indubbiamente, non può sostituire la scuola in presenza. Come Ministero abbiamo voluto fornire un supporto su più fronti, con l’obiettivo di fare proseguire le attività e non lasciare indietro nessuno»
La viceministra ha chiarito: «Adesso dobbiamo pensare alla ripresa a settembre, che non può prescindere dal ritorno sui banchi di scuola. Per questo da giorni stiamo incontrando le Regioni per una ricognizione puntuale degli spazi e per definire la riapertura, intervenendo sulle eventuali criticità».
«Oggi è stata la giornata dell’Abruzzo e nelle prossime ore concluderemo le interlocuzioni: grazie a questo confronto possiamo mettere a disposizione di tutti i soggetti coinvolti - Regioni, Province, Comuni, città metropolitane, uffici scolastici regionali e dirigenti scolastici - una banca dati condivisa con tutte le informazioni relative alle aule delle nostre scuole e programmare insieme i passi da fare».
«Le risorse ci sono e, comunque, non mancheranno», conclude la viceministra dell’istruzione Anna Asscani, «sono convinta che possiamo e dobbiamo attrarre una parte del Recovery Fund da destinare all’istruzione per intervenire strutturalmente sull’edilizia scolastica, per esempio, e sugli aspetti ancora da migliorare. Tornare tutti a scuola a settembre, in presenza e in sicurezza, è un imperativo che non possiamo disattendere. Non solo come governo, ma anche come Paese: è da questo che si misura la nostra capacità di rialzarci da un’emergenza che ci ha duramente messo alla prova».
Tra gli interventi anche quello della deputata Stefania Pezzopane: «Oggi alla Maturità possiamo dire che i nostri studenti e i nostri docenti hanno superato una prova difficilissima», dice la Pezzopane. «Dobbiamo essere molto orgogliosi della nostra scuola. Non è un caso che oggi un po’ tutti vogliono che la scuola riapra: ci si rende conto quanto essa sia importante dal punto di vista formativo e sociale».
Il senatore Luciano D’Alfonso ha messo in evidenza la necessità di velocizzare gli interventi, parlando di «sblocca progetti per tutto ciò che non è semplice. A Pescara si è fatto un ospedale Covid in pochi giorni, bisogna prefigurare quell’armamentario» anche per quanto riguarda gli interventi di edilizia scolastica.
Sono intervenuti anche il segretario del Pd Abruzzo Michele Fina, il sindaco di Guardiagrele Simone Dal Pozzo, il segretario del circolo Pd di Sulmona Franco Casciani, la docente Roberta De Zuani, la responsabile scuola del Pd Abruzzo Annalisa Libbi e la dirigente scolastica Angela Pizzi.
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