Il governo si scusa con la Regione e discute la bonifica

16 Settembre 2014

Al tavolo anche l’assessore Mazzocca, il ministero propone di trasferire i rifiuti pericolosi e di lasciare gli altri in Abruzzo

BUSSI SUL TIRINO. Il primo atto della conferenza dei servizi che il ministero dell'Ambiente aveva convocato per ieri a Roma è stato l'ammettere la non validità della riunione ai fini procedurali. E tutto ciò è avvenuto dopo che l'assessore regionale all'Ambiente Mario Mazzocca aveva diffidato la stessa direzione generale del ministero, retta da Maurizio Pernice, a prendere decisioni in quanto la sua convocazione non era legittima, non rispondente alle normative, visto che era mancante sia del progetto, sia dello studio di fattibilità. Del resto il progetto non esiste, tantomeno lo studio di fattibilità e dunque in ogni caso la conferenza sarebbe stata nulla. Tutto da rifare dunque.

Ciò su cui comunque gli intervenuti, visto che ormai erano seduti attorno a un tavolo, hanno discusso è la proposta progettuale del commissario Adriano Goio attinente ai lavori da compiere sia nelle aree interne al Sito di interesse nazionale (Sin), quello dove sono situati gli stabilimenti Solvay e altri opifici attivi e dismessi (vedi Medavox), che delle aree a nord di queste, quelle esterne individuate come 2A e 2B che insieme superano i dieci ettari di estensione.

Per queste, dopo varie ipotesi lo stesso ministero ha proposto un preciso percorso come idea progettuale definitiva e sulla quale lavorare con progetti esecutivi e rendiconto di costi e spese consistente nel rimuovere e portare via tutti i rifiuti sia quelli pericolosi che non. I pericolosi dovranno essere allontani ed essere collocati in discariche autorizzate situate in Italia, mentre i non pericolosi che nelle prima idea progettuale avrebbero potuto trovare posto in loco, dopo il no della Regione, dovrebbero essere portati via e scaricati in una delle quattro discariche autorizzate che si trovano in Abruzzo. Sul posto resterebbero solo gli inerti che potrebbero essere riciclati in loco.

Per le aree interne il discorso è più complesso, poiché la Solvay, che ha elaborato più proposte progettuali fino ad oggi in supporto e appoggio al lavoro del commissario, avrebbe posto delle condizioni consistenti nel voler cedere le aree interne, dopo bonificate, in modo da disfarsi del titolo di proprietà e di conseguenza di altre responsabilità. Qui c'è la proposta della bonifica dei sottoservizi nella zona della ex Medavox, soluzione fortemente contrastata dalle associazioni ambientaliste e dal Forum dell'acqua che rilevano come il sito non si limiti ai soli sottoservizi e che si estende per ettari che comune dovranno essere bonificati interamente. Resterebbe appannaggio Solvay la centrale di produzione elettrica che ad oggi presenta un attivo di circa 3,5 milioni di euro l'anno. Non si è fatto cenno della soletta di cemento armato, né tantomeno del cupping.

Su questo tipo di proposta c’è stata convergenza delle parti in causa e il tutto dovrà essere valutato con un dettagliato studio di fattibilità. Ma il nuovo governo regionale oggi si mostra determinato a rivendicare un proprio ruolo di partecipazione attiva alle decisioni e dunque non si potrà fare il conto senza l'oste. L'assessore regionale all'Ambiente Mazzocca intende seguire da vicino e far pesare il ruolo istituzionale di cui è investito. Gli attori che fino ad oggi si sono mossi su questa scena ora sanno che in cabina di regia con il ministero c'è un nuovo soggetto di cui non si potrà ignorare direttive, pareri, decisioni. Mazzocca con il vicepresidente Giovanni Lolli per oggi hanno convocato all’Aquila le parti sociali per discutere l'aspetto lavorativo e occupazionale della vicenda Bussi.

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