Il Green pass va in pensione Le nuove regole dal 1° maggio

19 Aprile 2022

Rimane solo negli ospedali per medici, infermieri, visitatori e nelle Residenze sanitarie

Il certificato verde, che ha accompagnato gran parte della pandemia, ha i giorni contati: fra meno di due settimane cesserà di esistere quasi totalmente, restando obbligatorio solo nelle strutture sanitarie. È, questa, la principale delle novità in arrivo il primo maggio, quando l’allentamento delle restrizioni compirà un importante salto in avanti per effetto del decreto legge riaperture varato lo scorso 17 marzo e che già ha ridotto alcune limitazioni dal primo aprile.
Nel decreto era previsto anche lo stop all’obbligo delle mascherine al chiuso, ma su questo il Governo si è riservato di intervenire nei prossimi giorni in base all’andamento dei contagi. In ogni caso alcune restrizioni continueranno ad essere in vigore fino al 15 giugno o fino al 31 dicembre.
Vediamo nel dettaglio cosa cambierà e cosa no a partire dal prossimo primo maggio.
DOVE NON SERVIRÀ PIÙ
IL GREEN PASS BASE
Cessando di esistere il certificato verde, dal primo maggio non servirà più in alcun caso il Green pass “base”, quello che si ottiene anche con il semplice tampone negativo. Quindi innanzitutto non lo si dovrà più mostrare per presentarsi sul proprio posto di lavoro (solo il personale sanitario avrà ancora limitazioni), a meno di ripensamenti da parte del Governo.
Allo stesso modo, il Green pass base non servirà più per consumare nei bar e nei ristoranti al chiuso (all’aperto il limite non c’è già più dal primo aprile), così come per accedere agli spettacoli all’aperto e agli stadi, ma anche per tutti i servizi degli alberghi se non si alloggia al loro interno.
Il certificato verde base non servirà più anche per salire sui mezzi del trasporto pubblico a lunga percorrenza, come aerei, treni, pullman turistici o interregionali, navi e traghetti.
DOVE NON SERVIRÀ PIÙ
IL SUPER GREEN PASS
Allo stesso modo, dal primo maggio non servirà più il super Green pass – quello “rafforzato” che si ottiene solo con vaccino o guarigione – per accedere alla stragrande delle strutture e delle attività in cui è oggi richiesto, cioè tutte quelle che non rientrano nel sistema sanitario.
Non lo si dovrà più mostrare quindi al cinema e al teatro, ma anche nei centri benessere, nelle palestre e nelle piscine al chiuso e nei palasport, nei convegni e nei congressi, nei centri culturali, sociali e ricreativi al chiuso.
Non servirà più anche per accedere alle feste, alle sale da ballo e alle discoteche, allo stesso modo nelle sale gioco, nelle sale scommesse e nei casinò.
DOVE L’ACCESSO
è GIà LIBERO
Il certificato verde è già scomparso il primo aprile da alcune attività e servizi in cui prima era obbligatorio, per effetto della fine dello stato di emergenza.
Quindi il Green pass già non serve più per consumare in bar e ristoranti all’aperto e per soggiornare negli alberghi.
Non serve già più il certificato anche per salire sui mezzi del trasporto pubblico locale. Dal primo aprile l’accesso è poi libero nei negozi che non vendono prodotti essenziali, negli uffici pubblici, postali e nelle banche.
COSA RESTERÀ
ANCORA IN VIGORE

Il super Green pass resisterà quindi solo ed esclusivamente per due casi specifici, probabilmente fino al 31 dicembre: per l’accesso al proprio lavoro da parte del personale sanitario e per i visitatori che vogliono entrare negli ospedali e nelle residenze Rsa. Non ci sarà comunque l’obbligo (come non è previsto anche attualmente) per i degenti e per chi si reca nelle strutture sanitarie per motivi di salute.
Il primo maggio resterà inoltre l’obbligo vaccinale. Innanzitutto ovviamente per il personale sanitario fino a fine anno. Ma fino al 15 giugno resterà l’obbligo vaccinale anche per il personale della sicurezza e della difesa e per quello della scuola, che però è già potuto tornare a lavorare. Stesso discorso per tutti gli over 50. Per tutte queste categorie, resta il rischio di una multa da 100 euro.
Sembra scontato, ma è da segnalare anche che dopo il primo maggio resterà in vigore anche l’isolamento per i positivi, mentre la quarantena per chi ha avuto contatti con soggetti a rischio è già scomparsa il primo aprile, sostituita dall’auto-sorveglianza.
LA MASCHERINA:
IL GOVERNO DEVE DECIDERE
Il decreto del 17 marzo prevedeva che dal primo maggio sarebbe finito l’obbligo di indossare la mascherina al chiuso, ma il Governo sta ancora valutando i dettagli e possibili proroghe in base alla diffusione del virus
Il confronto all’interno dell’esecutivo e con il mondo scientifico è ancora in corso: il ministro della Salute Roberto Speranza ha specificato che la questione dei dispositivi di protezione delle vie aeree sarà affrontata tra il 20 e il 30 aprile in base alla situazione epidemica, vista la diffusione della variante Omicron 2. Solo allora, quindi, si saprà se, con la fine del Green pass, l’obbligo delle mascherine al chiuso sarà tolto dal primo maggio ovunque o solo in alcuni luoghi al chiuso oppure se sarà prorogato fino al 15 maggio o fino al primo giugno 2022 (queste sembrano essere le tre date possibili).
Tra le ultime ipotesi al vaglio del Governo, figura anche quella di lasciare l’obbligo della mascherina dal primo maggio per alcuni luoghi di lavoro a stretto contatto con il pubblico, ma anche sui mezzi pubblici, nei luoghi di spettacolo (come cinema e teatri), nei supermercati e negli uffici.