Il gruppo Toto vuole un pezzo di Alitalia

27 Aprile 2019

In corso di valutazione l’acquisizione del 20-30% delle quote, pari a circa 250 milioni di euro. Tempi stretti per l’offerta

PESCARA. In un gioco di sponda tra Roma, Atlanta in Georgia e Pechino, il grande puzzle di Alitalia potrebbe completarsi con il tassello abruzzese del gruppo Toto. La holding, di cui è consigliere Carlo Toto (e concessionaria di A24 e A25 tramite Strada dei parchi) potrebbe rientrare nel settore aereo, dopo l’avventura di AirOne, rilevando tra il 20 e il 30% della compagnia di bandiera, secondo un’anticipazione della Repubblica. Nel servizio si parla di contatti a marzo tra il vicepremier e ministro delle Attività produttive Luigi Di Maio e Riccardo Toto, figlio di Carlo, al vertice di Renexia, società attiva nelle energie rinnovabili. Riccardo Toto ha trascorsi nel settore aereo: nel 2011 rilevò la compagnia Livingston, denominata poi New Livingston (che nel 2005 aveva assorbito la Lauda Air Italia fondata da Niki Lauda), chiusa poi nel 2014. Smentita invece, sia dal gruppo Toto che dal Mise, la notizia dell’incontro tra Di Maio e Riccardo Toto a Taranto mercoledì scorso. Secondo il Mise Toto e Di Maio si sarebbero «incrociati per pochi minuti» a New York «in pubblico e tra centinaia di imprenditori». Le stesse fonti precisano comunque che il dossier Alitalia è «un'operazione di mercato», e se il gruppo Toto presenterà un’offerta «sarà valutata ben volentieri da Ferrovie dello Stato e dai commissari». I tempi per chiudere la trattativa sono stretti. I commissari della compagnia aerea Gianfranco Discepolo (che è stato anche commissario straordinario di Livingston), Enrico Laghi e Stefano Paleari, hanno dato tempo al governo fino a martedì per presentare le offerte che dovranno salvare la compagnia. Se l’arrivo del gruppo Toto dovesse concretizzarsi, il quadro azionario vedrebbe lo Stato socio di maggioranza con Ferrovie disponibile ad acquisire il 30% delle quote; il ministero del Tesoro entrerebbe con il 15%; sarebbe della partita con il 15% anche l’americana Delta Air Lines con sede ad Atlanta, una delle più grandi compagnie aeree del mondo, che si starebbe muovendo anche per garantire la partecipazione della cinese China Eastern, dopo il no di Air China. Nella compagine azionaria, scrive Repubblica, entrerebbe anche “Quattro R” (primo socio di Cassa depositi e prestiti), un fondo specializzato nel salvataggio di aziende in difficoltà.
Con i cinesi nella partita, alla Toto potrebbe andare il 20% delle quote; senza i cinesi il 30%. Il costo per la società abruzzese si aggirerebbe intorno ai 250 milioni di euro. L’arrivo di Toto metterebbe fuori gioco Atlantia del gruppo Autostrade (Benetton), togliendo dall’imbarazzo Di Maio per la questione ponte Morandi. Ieri agenzie di stampa avevano rilanciato la voce che l’offerta del gruppo Toto sarebbe stata presentata martedì attraverso Renexia. Ma anche questo particolare è stato smentito dal gruppo abruzzese. Ricordiamo che si era parlato di Renexia, attiva nel settore delle energie rinnovabili, nel dicembre dello scorso anno, quando venne sottoscritto, attraverso la controllata americana Us Wind Inc., un accordo con Edf Renewables North America, del gruppo francese Edf, per la cessione della concessione relativa alla progettazione, costruzione e gestione di un parco eolico offshore in New Jersey. Il prezzo dell’operazione prevedeva una prima tranche di 215 milioni di dollari e una seconda tranche di importo da stabilire in base ad alcune variabili.
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