«Il ladro correva ma non si aspettava un ex olimpionico»

13 Aprile 2017

De Benedictis racconta la cattura del giovane del Gambia: «Mi tengo in forma seguendo abitualmente i due atleti che alleno»

MONTESILVANO. È uno dei più decorati campioni dell’atletica leggera italiana (bronzo alle Olimpiadi di Barcellona 1992 e argento ai Mondiali di Stoccarda 1993) l’ex marciatore pescarese Giovanni De Benedictis, 49 anni, vice brigadiere dei carabinieri, balzato agli onori della cronaca per aver inseguito ostinatamente per centinaia di metri e poi catturato, con l'aiuto dei colleghi sopraggiunti successivamente, un rapinatore di nazionalità gambiana molto più giovane di lui, dell’età di 23 anni.

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Il ragazzo, dal fisico atletico, non si aspettava di imbattersi in un carabiniere con un passato importante da atleta, ancora in forma e istintivamente determinato come un tempo nell’affrontare sforzi fisici non comuni, che racconta così la sua impresa: «Sono riuscito a raggiungerlo sia perché ero più veloce, sia perché lui non ce la faceva più a fuggire di corsa. È stato un inseguimento lungo, durato centinaia di metri. Durante la fuga il rapinatore ha anche perso il cellulare, che io ho provveduto a raccogliere perché poteva costituire un corpo utile di reato. Lui è caduto due volte, ormai sfinito, prima di essere raggiunto e ammanettato dal sottoscritto, dopo che un’altra pattuglia gli aveva tagliato la strada», ricorda l'ex campione della marcia.

De Benedictis, ritiratosi dall’attività agonistica nel 2004, con alle spalle 5 partecipazioni olimpiche e 17 anni trascorsi nel Centro sportivo Carabinieri, ha operato una scelta professionale insolita per gli ex campioni dello sport, abitualmente propensi a proseguire l’esperienza sportiva da dirigente o da tecnico, anche all’interno del corpo militare di provenienza. Lui ha invece deciso di intraprendere una carriera operativa, senza però interrompere i rapporti con il mondo che l’ha visto gareggiare da campione.

Ha persino conseguito il brevetto civile da paracadutista nel 2009 e, pur prestando servizio operativo nell’Arma, si è assunto l’incarico di seguire come tecnico gli azzurri di marcia Marco De Luca, l'anno scorso 21° sulla 50 chilometri delle Olimpiadi di Rio, e Giorgio Rubino, entrambi trasferitisi a Montesilvano per essere seguiti da vicino dall’ex marciatore pescarese.

«Quando ho deciso di ritirarmi dall’agonismo volevo anche tornare nella mia regione e interrompere momentaneamente i rapporti con l’atletica, ne ero davvero sazio», racconta ancora De Benedictis. «Ma sapevo che un giorno sarei tornato in questo mondo». Come fa a tenersi in forma? «Seguo abitualmente i miei due atleti. Questa esigenza mi dà l'occasione di continuare ad allenarmi con un certo impegno. Non è facile conciliare l'attività di tecnico e quella del servizio da carabiniere, ma non avere figli mi consente di farlo».