Il legame con la Segre? Con la D’Annunzio: è professore onorario

10 Novembre 2019

Il prorettore Trinchese interviene dopo il no del sindaco alla cittadinanza onoraria. E si fa avanti Tocco da Casauria

PESCARA. «Liliana Segre ha ottenuto per la prima volta in Italia il grado di professore onorario all’Università D’Annunzio»: eccolo il legame con la città che, in quanto mancante, era stato addotto tra le motivazioni con cui, il sindaco Carlo Masci e Vincenzo D’Incecco della Lega, avevano espresso contrarietà alla proposta di conferire la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita, ebrea italiana deportata ad Auschwitz da bambina.
«Il grado di professore ordinario fu conferito su mia proposta da rettore e senato accademico», ricorda il prorettore alle relazioni culturali Stefano Trinchese, «ed essendo l’Università a Chieti e Pescara, è evidente che il legame con il territorio esiste». Per Trinchesequalora «non dovesse bastare quanto detto precedentemente, la testimonianza e la memoria di chi ha sofferto l’Olocausto sono un patrimonio comune che travalica la micropercezione di tipo moralistico e provinciale e assurge a patrimonio universale di tutti, soprattutto di una terra martoriata dalla guerra come l’Abruzzo».
Ai Comuni intenzionati a dare la cittadinanza onoraria alla senatrice Segre si aggiunge intanto Tocco da Casauria. «Sarò onorato di presentare la proposta nel consiglio comunale previsto per la fine novembre», annuncia il sindaco Riziero Zaccagnini, «e sono convinto che sarà un’iniziativa di larga condivisione: non saremo i primi ad essere orgogliosi di diventare concittadini della Segre, e spero che non saremo gli ultimi. Siamo un piccolo Comune e piccolo è il nostro gesto», aggiunge il sindaco Zaccagnini, «ma se dovessimo riuscire ad avere anche ospite la senatrice, inviteremo ad ascoltarla le scolaresche di tutto il comprensorio, le associazioni, i sindacati, tutta la cittadinanza e i sindaci della vallata che si riconoscono nei principi della nostra Costituzione e nel rifiuto di ogni forma di intolleranza e razzismo».(a.r.)
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