Il logo del Comune ci costa 24mila euro

La decisione della giunta: «Serve subito un marchio per il turismo». Revocato il concorso di idee, ora si tratta con le agenzie
PESCARA . Il Comune di Pescara ha «necessità» di un (altro) logo in vista dell’estate e per averlo spenderà 24.400 euro. Un «brand» considerato così importante che la giunta Alessandrini ha ordinato agli uffici del settore Affari Generali di chiudere la pratica «in tempi brevi». Per questo, la stessa giunta ha revocato un concorso di idee bandito per ampliare la partecipazione e ha dato disposizione di cercare gli inventori tra «almeno» 5 ditte. Dopo la rottamazione dei marchi «Pescara Città Vicina», ideato dall’ex sindaco Luciano D’Alfonso come un timbro sui cantieri, e «Pescara Città Dannunziana», voluto dal successore Luigi Albore Mascia e messo subito da parte dal sindaco in carica Marco Alessandrini, ecco che spunta il bisogno di un nuovo «logotipo». Con una delibera del 6 dicembre scorso, la giunta aveva messo nero su bianco «l’esigenza di individuare un marchio territoriale, nell’ambito di azioni di promozione economica e comunicazione volte ad aumentare la visibilità e l’attrattività della città di Pescara». Per trovare un marchio «originale e inedito» e senza stemma del Comune, era stata scelta la via del concorso di idee aperto a «imprese, società e agenzie di grafica, design della comunicazione visiva, pubblicità e comunicazione, nonché a professionisti grafici, architetti, web e graphic designer che esercitano attività professionale in forma documentata». Il vincitore avrebbe ottenuto i 24.400 euro «al lordo di ogni onere, spesa e tributo, subordinato alla verifica dell’originalità dei lavoro». Ma, a distanza di tre mesi e con il concorso di idee rimasto in sospeso, il 7 marzo scorso il Comune ha fatto dietrofront: «La procedura del concorso di idee porterebbe a una dilatazione dei tempi in termini di affidamento e svolgimento dei servizi da erogare, non più compatibile con la programmazione della campagna di comunicazione prevista, la quale dovrà promuovere azioni di incoming a partire dal mese di maggio in occasione dell’avvio della stagione turistica». Il concorso di idee, quindi, è saltato e il Comune ha scelto una procedura diversa per «snellire» l’iter e «senza previa pubblicazione di un bando di gara». «Ci siamo resi conto che il concorso di idee avrebbe richiesto più tempo. Inoltre, abbiamo pensato di rivolgerci alla piattaforma informatica Mepa per trovare più professionalità. Di certo», assicura l’assessore Pd al Turismo Giacomo Cuzzi, «non abbiamo mandato l’avviso solo a 10 ditte». Ora, è stata nominata la commissione, guidata dal dirigente Marco Molisani, in quanto, recita la determina di incarico, «l’analisi dell’offerta tecnica presentata dai partecipanti è caratterizzata da elementi di particolare complessità». «Spero che a breve termine sia tutto pronto», dice Cuzzi, «non si tratta solo di un logo ma di due differenti campagne pubblicitarie, una sulla città e una sul mare, di un sito Internet dedicato e della gestione dei social network. La finalità è investire sul turismo attraverso un lavoro scientifico che non è mai stato fatto in questa città. Noi diciamo no al fai da te per il rilancio del turismo e così faremo una promozione mirata per un settore che crea occupazione e dà risorse. Così Pescara sarà conosciuta in Italia e speriamo anche all’estero. La necessità di un city branding», continua Cuzzi, «è riportata nel nostro piano marketing». Nel dettaglio, il progetto per rilanciare l’«immagine della città di Pescara come “portamediterranea” d’ingresso in Abruzzo e nel Centro Italia» prevede «l’elaborazione del logo e dell’immagine grafica, il manuale d’uso e il progetto esecutivo, la campagna adv che metta in evidenza le peculiarità distintive della città di Pescara declinata per i seguenti strumenti di comunicazione: affissione statica, dinamica, personalizzazione Urban box di piazza della Rinascita, nonché una campagna adv specifica sul mare, oltre che l’ideazione e la progettazione del sito Internet e delle pagine social (compresa la gestione per anni uno delle stesse)».
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