Il Luciani-bis non piace Il Pd vuole le primarie
La sezione di Francavilla non accetta l’ok del presidente regionale D’Alessandro «Da un anno siamo all’opposizione, impossibile accettare una ricandidatura»
FRANCAVILLA. Elezioni primarie per uscire dall’impasse interna al Pd, per la scelta del candidato sindaco nelle amministrative di maggio 2016. Il primo cittadino Antonio Luciani ha già annunciato da tempo la sua candidatura bis alla guida di uno schieramento di centro sinistra. Segnali positivi in tal senso sono stati manifestati apertamente dal presidente regionale Pd, Camillo D’Alessandro, ma a livello locale, non tutti all’interno del partito sono d’accordo ad appoggiare Luciani; anche in considerazione del fatto che a seguito di contrasti sorti in amministrazione, attualmente il gruppo consiliare Pd milita all’opposizione.
Da qui, la richiesta di utilizzare lo strumento delle primarie, avanzata in un documento a firma dei consiglieri comunali Pd, Stefano Di Renzo (di recente nominato della direzione regionale Pd) e Donato La Barba, insieme ad alcuni componenti del direttivo e della segreteria cittadina del partito. Proposta inoltrata al segretario cittadino Edoardo Viani; al provinciale Chiara Zappalorto e al regionale, Marco Rapino. Nel documento, che verrà discusso e votato nel prossimo direttivo, i firmatari rilevano che «l’unica strada da percorrere per costruire una coalizione forte e composita sia quella dello strumento cardine del nostro partito: le primarie di coalizione aperte a tutti coloro i quali si ispirano ai valori del centrosinistra», ritenendo «deleteri per il partito i tentativi di imporre dall’alto la candidatura di chicchessia mortificando le regole statutarie di democrazia del partito. Mortificazione che aumenta e diviene insostenibile se la forzatura arriva a favore di quei personaggi che sino ad oggi hanno amministrato la città, incuranti di avere all’opposizione proprio il Pd, posizione politica della sezione locale della quale oggi nessuno sembra stranamente avere più alcuna memoria», referenti regionali del partito compresi, «pur avendola a suo tempo avallata». I firmatari della richiesta, ricordano che «il Pd locale è all’opposizione dell’amministrazione del sindaco Luciani da circa un anno e non si comprende come si possa chiedere, a quanti abbiano avversato la politica di quest’ultimo, di accettare la ricandidatura dello stesso Luciani», come se nulla fosse. «Significherebbe abdicare al concetto stesso di democrazia», incalzano gli autori della richiesta, sollecitando i segretari a «garantire l’espletamento delle primarie di coalizione, in quanto non vi è unanimità nell’investitura di un candidato sindaco esterno al Pd che possa rispecchiare pienamente l’identità del centro sinistra».
Nel dichiararsi contrari a una linea politica «che dovesse prevedere un appoggio incondizionato a un candidato esterno al Pd senza che vengano svolte preliminarmente le primarie di coalizione», i firmatari concludono invitando il segretario di sezione Viani «a non cedere alle pressioni che alcuni stanno esercitando in queste settimane e a farsi portavoce della proposta che riteniamo sia la sintesi migliore di quei principi democratici che hanno spinto tutti noi alla militanza politica nel Pd e che oggi non possono essere rinnegati in un colpo solo».
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