Il lungomare preso d’assalto Parruti: «Ora c’è meno rischio»

26 Aprile 2021

Migliaia di persone hanno invaso la riviera e le zone del centro attirate dalla giornata primaverile L’infettivologo: «Il sole fiacca il virus, ma servono sempre buon senso e responsabilità per due mesi»

PESCARA. Sole e mare. Un binomio perfetto per i pescaresi che ieri mattina si sono riversati sulla riviera e sulla spiaggia per riprendersi quella libertà che la pandemia ha limitato a lungo anche per le attività all’aperto. Tra bici e pedoni il lungomare era affollato da grandi e piccini come in una “normale” domenica di primavera e lo “struscio” tipico del giorno di festa si è esteso anche alle zone pedonali del centro, a partire da piazza della Rinascita, con la fila davanti ai bar. Il centro, poi, era più che affollato nel pomeriggio e nella zona della movida si è raggiunto un picco di presenze prima della chiusura dei locali.
Una piacevole aria di cambiamento dopo mesi di divieti, una graduale ripresa delle abitudini di un tempo come naturale preludio alla zona gialla, in vigore da oggi. Sui comportamenti da adottare fa chiarezza Giustino Parruti, direttore dell’unità operativa complessa di Malattie infettive dell’ospedale, che invita a rispettare tutte le precauzioni scattate con la pandemia, dalla mascherina al distanziamento fino al lavaggio delle mani, ma fa anche notare l’aiuto che arriva dal sole. «I raggi solari sono molto forti, per cui hanno una capacità estremamente rapida di inattivare il coronavirus, sospeso nell’aria. Gli studi ci dicono che la forza del sole in questa fase è la stessa dei mesi estivi» e la sua funzione è quella di «inattivare le particelle sospese». Lungomare e bagnasciuga possono quindi dichiararsi «sicuri», ma ovviamente va rispettato un certo distanziamento e non bisogna dimenticare di indossare la mascherina. Se poi non c’è particolare affollamento, «e non c’è nessuno nel raggio di due o tre metri, si può stare senza mascherina». Via libera, dunque, alle passeggiate e alla permanenza in spiaggia e sul bagnasciuga. «Ho sempre detto che questo è il polmone della città», prosegue Parruti. «L’importante è non abusarne» perché non si può pensare di «stare tutti insieme sotto alla palma, seduti vicini, sistemati attorno a un tavolino». Le situazioni di affollamento, «non sono un problema se gestite bene, così come non sono un problema le lezioni a scuola in presenza». Con il passare dei giorni l’allarme dovrebbe scemare sempre più visto che «si vaccina a un ritmo notevolissimo e il numero di suscettibili scende progressivamente». Semmai ce ne fosse ancora bisogno, Parruti ricorda che con «la prudenza e l’intelligenza» si può evitare di «mettersi in condizioni di rischio. Ancora per due mesi pieni bisogna mantenere alti buon senso e responsabilità», aggiunge l’infettivologo raccomandando di non mettere da parte le abitudini dell’ultimo anno che, peraltro, «non dovremmo mai perdere neppure in futuro», una volta superato l’allarme per il Covid 19, perché quest’anno si sono rivelate efficaci anche per evitare situazioni «influenzali e parainfluenzali».
Restare vigili è fondamentale, anche con l’ingresso in zona gialla. «È importante mantenere il cervello attivo e un atteggiamento di prudenza, senza dar vita a stupide mancanze», cioè dimenticanze sui comportamenti da tenere. «Possiamo marciare verso una progressiva libertà ma ci vuole ancora un po’ di pazienza» e la situazione «si deve saper gestire» conclude Parruti ben sapendo che «la stanchezza» per i divieti è «comune a tutti». La popolazione «tra 45 e 60 anni deve essere particolarmente prudente» perché non è stata ancora vaccinata, mentre «i giovani sono meno a rischio». Per tutti, però, vale il principio che «ce l’abbiamo quasi fatta e l’ospedale di Pescara attraversa una fase di defeffervescenza, un ritorno ad una condizione di sostanziale normalità. Sì, quindi, all’ottimismo ma che sia un ottimismo prudente». Sul fronte dei controlli, sono proseguiti anche nel week-end. Crollato il numero delle sanzioni: sabato sono state 5, in tutta la provincia.