IL MALLOPPO AI TEMPI DELL’HOME BANKING

31 Ottobre 2024

Certo, fa un po’ strano che in tempi di home banking, sia nella forma telematica che in quella a domicilio, ci si faccia trovare in casa da banditi professionisti e agguerriti, con il cosiddetto...

Certo, fa un po’ strano che in tempi di home banking, sia nella forma telematica che in quella a domicilio, ci si faccia trovare in casa da banditi professionisti e agguerriti, con il cosiddetto “malloppo” custodito neanche in cassaforte e probabilmente già diviso in banconote impacchettate con tagli da 50 e 100 euro e magari divise con le fascette per formare le classiche mazzette. I servizi bancari di cui disponiamo oggi, consentono a ciascun cliente di poter effettuare in qualsiasi momento operazioni da casa o dall'ufficio, semplicemente con un collegamento a distanza e con una connessione remota. Senza più imbattersi nei bigliettoni rifiniti con filigrana, ologramma e filo di sicurezza. Verrebbe da dire: senza sporcarsi più le mani, visto che anche l’imperatore Vespasiano, in tempi non sospetti, ci aveva ammoniti che pecunia non olet, il denaro non ha odore. Ma nel colpo ai danni dell’imprenditore Valerio D’Orsogna, sembra sia andata proprio così, anche se oltre a circa sei-settemila euro in contanti (ma è una stima imprecisa), una decina di orologi di marche, gioielli e borse griffate. Un bottino che ammonterebbe a circa mezzo milione di euro.
Con uno sguardo alla nostra gioventù, viene da pensare subito alle scorribande di Diabolik, mica ai fumetti della Disney sulla mitica e sfigata Banda Bassotti, i poco astuti malviventi di Paperopoli che puntavano a rubare denaro principalmente a Paperon de' Paperoni? Il personaggio delle sorelle Giussani (come è stato raffigurato già nell’edizione di ieri del Centro nelle illustrazioni di Manolo Fucecchi) è un ladro spietato, a volte assassino, che riesce quasi sempre a portare a termine i suoi piani criminali derubando famiglie ricche e anche banche e i cui proventi vengono reinvestiti in nuovi piani criminosi sempre più sofisticati. Col tempo, il personaggio Diabolik acquisirà anche una morale tutta sua diventando sì più umano ma rimanendo nel Dna un criminale.
Comunque, Diabolik a parte, la legge consente di avere contanti in casa, è un’azione lecita, e in caso di controlli basta dimostrare la provenienza “pulita” del denaro posseduto e tutto si risolve. Non c’è dubbio che nel caso di D’Orsogna sia tutto legittimo. Questo caso, semmai, fa pensare ai difetti di tutti noi: lasciare i soldi fermi tra le mura domestiche significa esporli all'inflazione, con il potere d'acquisto che diminuisce e il denaro che perde il suo valore reale. E poi c’è il rischio smarrimento, ma il più grande è proprio quello del furto-rapina. E l’ansia della custodia, dove la mettiamo? Forse rendendo più difficili i pagamenti in moneta, l’eliminazione delle banconote contribuirebbe a scoraggiare non solo l’evasione ma anche il crimine. Non c’è dubbio, infatti, che il contante la faccia da padrone in un ampio ventaglio di attività criminali: dal narcotraffico all’estorsione, dalla corruzione all’immigrazione clandestina e al traffico di esseri umani. Per non parlare del riciclaggio. Insomma, tutta colpa del malloppo, un involto voluminoso e, soprattutto, “ingombrante”.