Il Marconi ancora senza sede Dalla Provincia nessuna scelta

PESCARA. Non ci sono novità, da parte della Provincia, per l’assegnazione di una nuova sede al liceo Marconi che andrà demolito a breve e poi ricostruito. Studenti, genitori e personale sono ancora...
PESCARA. Non ci sono novità, da parte della Provincia, per l’assegnazione di una nuova sede al liceo Marconi che andrà demolito a breve e poi ricostruito. Studenti, genitori e personale sono ancora in attesa di sapere dove si svolgeranno le lezioni a settembre e proprio per questo hanno avviato una protesta, con lo sciopero della fame da parte del professor Giovanni Dursi. Al loro fianco scende in campo Rifondazione comunista - Sinistra Europea. «È una vicenda paradossale e dimostra l’approssimazione e la cialtroneria del centrodestra al governo di Provincia, Comune e Regione», dicono Maurizio Acerbo e Corrado Di Sante. «La Provincia ha emanato l’ordinanza di sgombero per avviare i lavori, ma manca sia un cronoprogramma dettagliato per il futuro del Marconi sia l’individuazione degli spazi per l’avvio dell’anno scolastico. Servono 67 aule, più laboratori, palestra e uffici», proseguono, per cui «lo spacchettamento è certo». Ieri la Provincia ha consegnato alla scuola i locali dell’ex Croce Rossa, in via Avezzano, che ospiteranno gli uffici del Marconi: 8 stanze, più deposito e bagno, con collegamento a internet. Sempre nel palazzo della Provincia andranno Lim e computer. Gli uffici di segreteria sono stati chiusi per dare il via al trasloco (lo stop è di 10 giorni).

