«Il mare fa bene ai bambini ma attenzione ai tratti vietati»

PESCARA. Il mare che fa male è solo quello inquinato, altrimenti, come spiega Giuliano Lombardi, primario del reparto di Pediatria dell'ospedale civile di Pescara, «i benefici del mare sono...
PESCARA. Il mare che fa male è solo quello inquinato, altrimenti, come spiega Giuliano Lombardi, primario del reparto di Pediatria dell'ospedale civile di Pescara, «i benefici del mare sono conosciuti dalla notte dei tempi». I motivi per portare i bambini al mare sono tanti, si va da quelli fisici a quelli psicologici.
«Sulla cute del bambino», afferma Lombardi, «è presente vitamina D in forma inattiva, che viene trasformata in forma attiva per effetto dei raggi ultravioletti, e questo favorisce la fissazione del calcio a livello osseo, fondamentale per la crescita. Poi esiste un altro aspetto meno noto, ma altrettanto importante: l'azione immunomodulatrice che ha la vitamina D e che fa in modo che il bambino si difenda meglio dalle infezioni, ammalandosi di meno».
Gli effetti benefici del sole si hanno anche sulla pelle. «Il sole ha effetto benefico nei bambini con dermatite atopica, su base allergica o di predisposizione allergica», continua l'esperto, «mentre camminare sulla sabbia favorisce lo sviluppo dei muscoli cavi del piede, oltre allo sviluppo corretto della postura. Ci sono poi i risvolti psicologici che sono benefici e passano attraverso la manipolazione della sabbia, la libertà nei movimenti, nel correre, nel fare il bagno in acqua».
Chiaramente il bagno va fatto dove non sussistono divieti di balneazione. L'acqua contaminata da elevati livelli di batteri come escherichia coli, enterococchi e stafilococchi, può far correre seri rischi ad adulti e bambini.
«Le patologie più diffuse a cui si va incontro facendo il bagno in acque inquinate sono dermatiti, piodermiti legate allo stafilococco, gastroenteriti, infiammazioni dei genitali esterni soprattutto nelle bambine». Ma qual è la migliore forma di prevenzione?
«Rispettare i divieti di balneazione, perché significa che in quei tratti di mare la carica batterica è più alta di quella accettata, e quindi pericolosa per la salute».
Melissa Di Sano

