Il mare mai così pulito Gli esperti: «Merito del nuovo collettore»

11 Agosto 2020

Le ultime analisi indicano assenza di inquinamento ovunque Ma il biologo Damiani avvisa: «La situazione può cambiare»

PESCARA. Il mare non è stato mai così pulito come adesso e quest’anno, per la prima volta, non ci sono più divieti di balneazione. Le analisi continuano a segnalare, ormai da circa tre mesi, la totale assenza di inquinamento su tutta la costa, non solo a Pescara, ma anche a Montesilvano e Città Sant’Angelo. L’unico sforamento, negli ultimi controlli effettuati dall’Arta su campioni di acqua prelevati il 3 e 4 agosto scorsi, è stato registrato in un punto del litorale di Francavilla, più precisamente a 140 metri a sud di Fosso San Lorenzo.
Il biologo Giovanni Damiani, già direttore tecnico dell’Arta, sostiene che il miglioramento sia dovuto alla realizzazione del nuovo collettore fognario che ha consentito di captare molti, o forse tutti, gli scarichi abusivi. Ma avverte: «La situazione è variabile e non è escluso che l’inquinamento possa tornare».
LE ULTIME ANALISI. I valori indicati con le ultime analisi, effettuate il 3 e 4 agosto scorsi, sono da incorniciare. Tutto il litorale di Pescara è risultato pulito anche nei punti considerati più critici, ossia dove spesso in passato si sono registrati superamenti dei valori dei colibatteri. Si tratta dei punti della riviera nord all’altezza di via Galilei e di via Leopardi che vengono solitamente chiusi per 48 ore alla balneazione per motivi precauzionali subito dopo ogni pioggia.
Stavolta nel tratto antistante via Galilei sono emerse 10 unità per cento millilitri d’acqua di enterococchi, contro il limite di 200 fissato dalla legge per la sicurezza della popolazione e 20 unità per cento millilitri di escherichia coli, mentre il livello da non superare è fissato a 500. Simile la situazione in via Leopardi, rispettivamente, con 20 e 98 unità. Valori molto bassi sono stati registrati anche negli altri specchi d’acqua del litorale pescarese, sia a nord, che a sud. Stesso andamento anche a Montesilvano e a Città Sant’Angelo.
Unico risultato negativo è venuto fuori da un punto di prelievo a Francavilla. Più precisamente a 140 metri a sud di Fosso San Lorenzo, dove sono emerse 565 unità per cento millilitri d’acqua di enterococchi e 479 di escherichia coli. Tutto bene, invece, nelle altre zone di Francavilla controllate dall’Arta.
PARLA L’ESPERTO. Ma a che cosa è dovuto questo miglioramento della qualità del mare? Il biologo Giovanni Damiani non ha dubbi. «Sicuramente», spiega, «ha influito il nuovo collettore rivierasco, chiamato Dk15, completato l’anno scorso che ha consentito di captare molti scarichi fognari abusivi. Quell’opera ha inciso molto nella lotta all’inquinamento del fiume e del mare. C’è stato un miglioramento nelle aree interne, ma anche a Pescara grazie al Dk15».
Tuttavia, l’ex direttore tecnico dell’Arta non esclude la possibilità che la qualità dell’acqua del mare possa di nuovo peggiorare. «La situazione è estremamente variabile», afferma, «perché giocano tantissime componenti. Innanzitutto, la direzione e anche l’intensità delle correnti. In alcuni momenti, queste possono avvicinare l’inquinamento e in altri allontanarlo. Poi gioca anche la spinta del fiume. È evidente che se in alcuni periodi il fiume dovesse essere meno sporco e spingere di meno, il mare risulterà più pulito. Quindi, giocano anche la portata, la velocità di corrente e il vento. Si deve inoltre considerare che le acque del fiume galleggiano su quelle di mare e impiegano parecchio tempo a rimescolarsi. C’è, in pratica, una stratificazione dovuta alla densità, perché l’acqua di mare è più pesante e quella di fiume più leggera. Quindi, la situazione non può essere mai giudicata sulla base di uno o due parametri, ma sul lungo periodo ed è sbagliato dire sia che il mare è pulito e abbiamo risolto tutto, sia che è inquinato. Se la situazione fosse sempre costante, basterebbe fare una sola analisi all’anno. In realtà è talmente mutevole che risulta necessario un monitoraggio costante, soprattutto nei punti dove ci sono criticità. Per finire, l’assenza di precipitazioni di certo aiuta».
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