"Il mare quadrato", romanzo per piccoli che piace ai grandi

Scritto da una coppia di teramani, affronta in modo intelligente e sensibile il tema dei bambini che vivono in carcere con le madri detenute
TERAMO. "Il mare quadrato" è un piccolo grande libro, scritto per i bimbi ma rivolto anche ai grandi, perché affronta il tema poco frequentato dei bambini che vivono in carcere con le madri detenute. Detenuti loro stessi, fino a tre anni, e poi avviati, in assenza di familiari che se ne prendano cura, verso istituti o case/famiglia. "Il mare quadrato" è opera di una coppia di scrittori, coppia anche nella vita, Igor De Amicis e Paola Luciani. Lui, romano di nascita ma cresciuto a Montorio al Vomano, è un commissario di Polizia penitenziaria, vice comandante della Casa circondariale di Castrogno a Teramo. Lei, pescarese, è insegnante di sostegno nelle scuole primarie.
Vivono a Teramo e sono prossimi alle nozze. Entrambi avevano già pubblicato, lui storie noir e thriller, lei un saggio sulla condizione delle maestre nell'800. Poi hanno deciso di incontrarsi letterariamente su un terreno comune, frutto delle rispettive esperienze professionali. Pubblicato da Coccole Books, illustrato da Silvia Crocicchi, "Il mare quadrato" è stato presentato al Book Children's Fair di Bologna, dove ha riscosso molto interesse, ottenendo la distribuzione nazionale con Feltrinelli. Nelle cento pagine di questo avvincente romanzo per bambini si racconta l'avventura di Giacomo, un piccolo di 8 anni in fuga per due giorni dall'istituto di suore dove vive, spinto dalla coraggiosa compagna di classe Marla, che organizza per l'amichetto il viaggio alla ricerca della mamma lontana. Unico indizio quel mare quadrato che il bimbo conserva nei suoi ricordi, visto dalla finestra della cella del carcere. «Giacomo non esiste, ma è un personaggio verosimile» spiega De Amicis «Ci sono tanti Giacomo in Italia. Attualmente 60 bambini vivono in carcere con le madri. Inoltre ogni anno in Italia 110mila minori entrano in carcere per i colloqui con un genitore». «Giacomo soffre di mutismo selettivo, uno dei disturbi che questi bambini sviluppano» aggiunge Paola Luciani. «Vivono un rapporto molto stretto con le madri, un attaccamento quasi morboso. Non hanno contatti con coetanei, non possono esplorare altri luoghi». «Il libro affronta il tema della genitorialità in carcere » prosegue Luciani «Oggi di genitorialità particolari ne abbiamo tante, ma questa è pressoché sconosciuta». «Mi confronto quotidianamente con questa situazione», spiega De Amicis. «A Chieti e Teramo ci sono le sezioni detentive femminili più grandi di Abruzzo e Molise, ma solo Teramo ha la ludoteca, così le detenute con figli vengono inviate da noi. Mediamente un paio di bimbi ci sono sempre. A Milano è stato aperto un Icam, un Istituto di custodia attenuata per madri, che ho avuto modo di visitare. È una struttura separata dal carcere, che a un bambino può sembrare una casa con asilo. Anche a Teramo stiamo cercando di creare una sezione a misura di bambino, che non sembri un carcere».
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