Il mare è inquinato? Ora è sotto accusa anche il depuratore

Impianto inadeguato a smaltire gli scarichi di tre Comuni Pronto un piano di interventi per superare le criticità
PESCARA. Dopo gli scarichi abusivi e le fosse biologiche, spunta un altro pericolo per il mare. È il depuratore di Pescara considerato un impianto inadeguato per smaltire i reflui di oltre 300mila cittadini, ossia gli abitanti del capoluogo adriatico, di Spoltore e San Giovanni Teatino. Il problema è stato affrontato ieri mattina, durante una riunione in Provincia cui hanno preso parte rappresentanti della Regione, dell’amministrazione provinciale, dei Comuni di Pescara e Spoltore, della Asl, Arta e Aca, dell’impresa Di Vincenzo gestore del depuratore e della polizia provinciale.
Dall’incontro è emerso che l’impianto smaltisce ogni giorno 70mila metri cubi di reflui e starebbe già lavorando al massimo delle sue possibilità. Per garantire la depurazione completa, dovrebbe arrivare ad almeno 85-90mila metri cubi.
«Questo impianto è stato costruito per depurare i reflui di un massimo di 140mila abitanti», ha spiegato il vice sindaco Enzo Del Vecchio, presente alla riunione in rappresentanza del Comune di Pescara, «invece, oggi ha una portata di oltre 300mila abitanti».
La situazione peggiora notevolmente durante le piogge, perché nel depuratore finiscono sia le acque reflue, che quelle bianche, ossia le acque piovane. Così, l’impianto non ce la fa a smaltire tutti gli scarichi e sversa nel fiume quelli che non riesce a depurare. Ci vorrebbe un depuratore più potente, ma i soldi stanziati dalla Regione non arriveranno prima del prossimo anno. In proposito, ci sono 8,5 milioni di euro per i lavori di adeguamento dell’impianto. Poi, ci sono altri 4 milioni di euro, inseriti nel Masterplan per potenziare il depuratore, ma anche in questo caso i soldi potrebbero arrivare nel 2018. Ma tutti i partecipanti alla riunione si sono trovati d’accordo sull’urgenza di intervenire subito. L’Aca ha assicurato che metterà a disposizione una vasca di raccolta di acqua piovana in via Raiale. Un altro intervento necessario, che dovrebbero realizzare i Comuni, è la separazione delle acque bianche da quelle nere.
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