Il marito: tutti sapevano degli allagamenti

29 Agosto 2014

«Tardivo il blocco della strada 9 mesi dopo la tragedia, spero di avere giustizia per mia moglie»

PESCARA. «Tutti lo sapevano: quelle pompe non hanno mai funzionato perché quel tratto di strada si è sempre allagato ad ogni acquazzone. Adesso il Comune ha chiuso il sottopasso, ma è un provvedimento tardivo. Ci è voluto il morto, ci è dovuta andare di mezzo mia moglie per stabilire che quell’impianto dovrà essere rifatto». Trasuda rabbia Lamberto Galiero, il marito di Anna Maria Mancini, la 57enne di Santa Teresa di Spoltore che il 2 dicembre dello scorso anno è annegata intrappolata nella sua auto in via Fontanelle, il giorno dell’alluvione. A circa nove mesi di distanza dalla tragedia, il dolore dell’uomo, autista della Regione, è ancora una ferita aperta. «Le indagini sono ancora in corso», racconta Galiero, «non si sa se ci saranno colpevoli e se qualcuno dovrà portarsi mia moglie sulla coscienza. Al momento è tutto bloccato. Io spero che questo calvario possa finire presto perché questa storia continua a non scendermi e a farmi male. Non è facile riuscire a passare su una storia così. Vorrei trovare una spiegazione ragionevole perché mia moglie ha fatto una fine che non meritava. Non auguro a nessuno di vivere due/tre minuti terribili come quelli che ha passato lei chiusa nell’abitacolo della sua auto».

La diffida della procura chiama in causa il meccanismo di funzionamento delle pompe dell’impianto di sollevamento, che avrebbero dovuto far defluire l’acqua piovana dal tunnel e che invece non sono entrate in azione. «Se ne sono accorti adesso che non funzionano?», si chiede l’uomo, «non riesco a pensarci visto che non era la prima volta che quel tratto di strada si allagava. Anzi se non fosse morta mia moglie l’impianto sarebbe rimasto in quelle condizioni chissà per quanto altro tempo. È terribile», conclude l’autista tradendo la sua emozione, «figli, nipoti e parenti non mi hanno mai lasciato un attimo. Ma la sera quando torno a casa non posso fare a meno di pensare a quel giorno e di ricordarmi della telefonata di mia moglie mentre stava morendo annegata. Lei era troppo buona, non meritava tutto questo». (y.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA