Il Medusa chiuso 10 giorni per la rissa

7 Agosto 2015

Il questore ha sospeso la somministrazione di alimenti e bevande dalle 20 alle 8 nello stabilimento: «Misura preventiva»

PESCARA. Evitare che si possano verificare altri episodi di violenza. Prevenirli. Con questo obiettivo il questore, Paolo Passamonti, ha imposto allo stabilimento balneare Medusa la sospensione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande per un periodo di dieci giorni, dalle ore 20 fino alle 8, a partire da mercoledì. La decisione è stata presa dopo la rissa, particolarmente violenta, che si è verificata sotto gli occhi di centinaia di persone nella tarda serata del 30 luglio e che ha visto un gruppo di giovani albanesi, di età compresa tra 20 e 25 anni, contrapposto ad alcuni addetti alla sicurezza del locale.

Subito dopo i fatti la polizia ha denunciato sei albanesi e due buttafuori senegalesi. Dovranno rispondere tutti di rissa aggravata, anche se la ricostruzione dei fatti arrivata dalle due parti in causa è stata diametralmente opposta. Gli albanesi hanno detto di non aver creato alcun problema all’interno della Medusa mentre gli addetti alla sicurezza hanno spiegato che i giovani sono stati allontanati perché stavano infastidendo delle ragazze. L’invito ad uscire non è stato accolto nel migliore dei modi e nel locale è volato di tutto. A parte calci e pugni sferrati con violenza i clienti della Medusa e tanti curiosi che si sono raggruppati sul marciapiedi, tutti allibiti, hanno visto lanciare sedie, bottiglie, spranghe e anche una rastrelliera per le biciclette, che è stata utilizzata per tentare di sfondare il cancello dello stabilimento, chiuso per difendere i presenti. Qualcuno ha perfino utilizzato un estintore, che è stato svuotato come se fosse scoppiato un incendio, ma non è servito a molto.

Tenendo conto dello scenario che gli agenti si sono trovati davanti quella notte e delle indagini condotte nelle ore successive dalla squadra mobile, il questore ha deciso di intervenire con un provvedimento di sospensione dell’attività notturna di somministrazione di alimenti e bevande, il che vuol dire che di giorno tutto può svolgersi regolarmente. L’intervento della polizia sulla riviera, spiegano dalla questura in una nota, «ha permesso di scongiurare che i fatti relativi alla rissa degenerassero», e le indagini avviate subito dopo hanno messo in luce l’esistenza di «condotte che costituiscono pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica». Il provvedimento di Passamonti (ai sensi dell'articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), ha «carattere preventivo e non sanzionatorio», mettono in evidenza dalla questura. «Un intervento cautelare», per evitare «pericoli che possono minacciare l'ordine e la sicurezza pubblica». Un modo, insomma, per «tutelare il sereno svolgimento» delle serate e il divertimento in riviera, scongiurando eventuali «fatti criminosi» che metterebbero a rischio la tranquillità e creerebbero «allarme sociale». Per la questura la sospensione di dieci giorni è «il minor sacrificio possibile» che si potesse imporre al locale di Nicola Cotellessa, che ha preferito non commentare lo stop all’attività. E così facendo si raggiungono obiettivi «primari», per la questura, primo tra tutti la tutela dei cittadini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA