«Il mercatino non si farà Azioni legali per bloccarlo»

12 Marzo 2017

Controffensiva di commercianti e centrodestra dopo il sì ai lavori nel tunnel

PESCARA. Non c’è pace per il futuro mercatino etnico. All’indomani dell’approvazione in consiglio comunale della variante al piano regolatore, necessaria per completare i lavori nel sottopasso di via Ferrari dove finiranno le bancarelle dei senegalesi, commercianti e forze politiche del centrodestra si preparano ad una controffensiva per cercare di bloccare la nuova opera. La Confcommercio ha convocato per domani gli avvocati del suo ufficio legale per studiare le azioni da mettere in atto per far annullare la delibera approvata ieri dal consiglio. Lo stesso faranno i gruppi consiliari di Forza Italia, Pescara in Testa e Pescara futura, che hanno preannunciato una lettera al collegio dei revisori dei conti del Comune per segnalare presunte irregolarità nel provvedimento.

Ieri, è intervenuta anche la Confesercenti per chiedere all’amministrazione comunale di stanziare la stessa cifra di 250mila euro destinata al mercatino etnico anche per i commercianti e gli artigiani pescaresi. Di tutt’altro tenore le dichiarazioni del gruppo consiliare della Sinistra italiana, che si è speso sin dall’inizio per trovare una soluzione per i senegalesi, sfrattati dall’area a fianco della stazione centrale, il 18 maggio dell’anno scorso.

COMMERCIANTI IN RIVOLTA. La Confcommercio guida la protesta delle associazioni di categoria contrarie alla realizzazione di un mercato etnico nel sottopasso di via Ferrari, una volta adibito come parcheggio a pagamento a servizio della stazione centrale. «Lunedì (domani, ndr) si riunirà l’ufficio legale dell’associazione», ha rivelato Riccardo Padovano nella sua duplice veste di consigliere comunale di maggioranza e rappresentante della Confcommercio, «è molto probabile che verrà presentato un ricorso al Tar per far annullare la delibera approvata dal consiglio. Comunque, ci sono tutti gli elementi per far fallire questo progetto».

Più moderata la posizione della Confesercenti. «Avremmo preferito che le priorità per il commercio venissero decise insieme ai commercianti, ma così non è stato», ha affermato il presidente provinciale dell’associazione Raffaele Fava, «dopo l’approvazione del nuovo mercato di prodotti etnici, il Comune ha dimostrato che, di fronte a quelle che ritiene emergenze, riesce a trovare risorse e soprattutto ad abbattere i tempi della burocrazia». «I commercianti aspettano che l’amministrazione investa risorse fresche da due anni e mezzo, di fronte alla soluzione rapida per il mercatino etnico, a questo punto si rende necessario uno stanziamento straordinario non inferiore a 250mila euro per il commercio urbano in centro e in periferia».

«Le nostre richieste sono chiare», ha aggiunto, «occorrono 150mila euro da destinare all’arredo urbano, alla segnaletica, alle iniziative di marketing per far nascere il Centro commerciale naturale. Altri 100mila euro vanno immediatamente destinati a iniziative dello stesso tenore in altri quartieri della città che hanno comunque una forte presenza commerciale».

«Non vanno più rimandati», ha sottolineato Fava, «interventi attesi da troppi mesi e dilazionati senza giustificazioni credibili». «Se il Comune è riuscito a trovare 250mila euro per sanare in appena otto mesi un aspetto che solo una piccola e minoritaria parte di città riteneva prioritario», ha concluso, «ne troverà facilmente altrettanti per dare una risposta entro pochi giorni a 4mila famiglie di imprenditori commerciali e artigiani che, con enormi sacrifici, stanno cercando di arrivare a fine mese».

CENTRODESTRA ALL’ATTACCO. Dopo la diffida totalmente ignorata dal sindaco e dai consiglieri di maggioranza, l’opposizione si prepara a mettere in campo altre iniziative per bloccare il mercatino etnico. Il capogruppo di Forza Italia Marcello Antonelli ha annunciato che invierà le carte al collegio dei revisori dei conti. «La partita non è finita, siamo solo al primo tempo», ha avvertito Antonelli, «manderò gli atti ai revisori perché, secondo me, qualche irregolarità è stata commessa. Prima del varo della delibera si sarebbe dovuta approvare una variazione di bilancio per disporre delle risorse per i lavori». Lavori che dovranno rispettare le prescrizioni delle Ferrovie. «Incontreremo le associazioni di categoria», ha continuato, «per stabilire quali altre iniziative mettere in atto. L’amministrazione è convinta che il mercatino sarà pronto entro dicembre, io non sarei così ottimista».

La Sinistra brinda al successo. Sull’altro fronte, grande soddisfazione è stata espressa dai consiglieri comunali della Sinistra italiana Daniela Santroni e Ivano Martelli che si sono battuti sin dall’inizio per una soluzione per i senegalesi. «Da oggi, Pescara è una città più civile», hanno commentato in una nota, «si apre una nuova stagione all’insegna dell’integrazione e dell’inclusione attiva. Una scelta necessaria e coraggiosa per un problema che da troppo tempo attendeva una risposta. È amaro constatare il pessimo spettacolo offerto dalle opposizioni in questi giorni, con una caccia alle streghe contro i migranti».

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