Il mercato riaccende l’entusiasmo Prese d’assalto le bancarelle

I cittadini hanno affollato le aree vendita rispettando le distanze. Distribuite mille paia di guanti Soddisfatti gli operatori: «Felici di ricominciare». Ma qualcuno si lamenta: «Postazioni spostate»
PESCARA. C'era la folla di sempre alla riapertura del mercato della strada parco, ieri mattina. Come se i due mesi di lockdown da coronavirus non fossero mai esistiti. Complice anche il caldo quasi estivo, i cittadini si sono riversati sul viale Castellamare Adriatico e preso d'assalto, seppur composti e disciplinati nel pieno rispetto dei protocolli anti Covid, i 77 (sui 90 previsti e 120 complessivi) banconi di generi alimentari, porchette, pescherie, verdurai, piante e fiori, distanziati 5 metri l'uno dall'altro, circondati da transenne, catene e birilli e dislocati solo sul lato mare, contrariamente a quanto avveniva fino a prima dell'emergenza, quando anche le aree della pista ciclabile venivano occupate dai produttori agricoli.
I MUGUGNI A qualcuno di loro è toccata una postazione diversa da quella tradizionale, ed è scattato il mugugno: «I clienti non ci ritrovano». Uno stretto corridoio è stato riservato a eventuali ambulanze in transito. Di buon mattino,
si sono materializzati il sindaco Carlo Masci e l'assessore al Commercio Alfredo Cremonese, il quale ha annunciato una rivoluzione: «Una task force di tecnici sta studiando il ridimensionamento delle otto aree mercatali, da Porta Nuova ai Colli, che saranno ridisegnate nel pieno rispetto dei protocolli anti Covid, delle misure di sicurezza sanitarie e del codice della strada». Il tracciato ciclabile non è stato occupato dai posteggi: «Così ha voluto Tua per non danneggiare la pista appena rifatta», è la spiegazione dell'assessore.
LE PROTEZIONI Agli ingressi di via Cavour e viale Muzii, i volontari della Protezione civile del Modavi-Infinity e Senza Frontiere, Maurizio Marchionne, Alessandro Tieri, Andrea Giancaterino, Manuel Giusti, Tommaso Iarlori e Umberto D'Albenzio, hanno distribuito quasi mille paia di guanti ai cittadini, come Paolo Scimia ed Emilia Santalucia, che ne erano sprovvisti. Perché ai mercati rionali si accede solo con i dispositivi di sicurezza indossati. Il personale della polizia municipale in servizio non ha multato nessuno né ha rilevato comportamenti scorretti da parte dell'utenza e dei venditori. Nell'aria si respirava il sollievo degli operatori e dei cittadini, tornati ad assaporare una quasi normalità dopo il confinamento forzato in casa.
«Sono felice di essere tornato a comprare le verdure al mercato, non mi fa paura il coronavirus», è il commento di Maurizio, superstite dei terremoti di Amatrice e L'Aquila. Ai banconi spesa si accede percorrendo una delimitazione in entrata e in uscita.
SEI PERSONE PER VOLTA Dietro una selva sterminata di frutta ci sono Attilio Mosca, Barbara e Nausica, a gestire il flusso di compratori: «Siamo felici di questo assalto, meglio del previsto». Entrano nei corridoi 6 persone per volta, distanziati 2 metri l'uno dall'altro, gel e mascherine a portata di tutti.
Da Rocco Florindi, fast food di Città Sant'Angelo, la porchetta sta a 20 euro al chilo e fuori c'è la fila: «La gente è felice di rivederci». Annamaria Litterio non ha resistito senza le verdure del contadino e durante la quarantena «me le sono fatte portare, belle fresche, a domicilio».
L'estetista Teresa delizia con un caffè la sua commerciante di fiducia, Vincenza Cicchitti, dell'omonima pescheria ambulante, che per il giorno dell'inaugurazione ha abbassato i prezzi: seppie da 14 a 12 euro, zuppa a 5 euro.
Si porta a casa un bel bottino di pescato, Raffaella Del Prete, insegnante: «Pagherei di più anche solo per aiutarli, perché hanno voglia di lavorare e il loro sorriso si vede anche dietro la mascherina. Sono tornata al mercato perché mi mancavano questi rapporti umani».
PREZZI INVARIATI Cicchitti è raggiante. E ringrazia il sindaco Masci per la visita: «Lo abbiamo sentito vicino». Federica Lazzarini, titolare dell'azienda agricola Il Tratturo di Cepagatti, mostra le forme di cacio insieme alla collaboratrice Silvana: «E' stata dura, ma siamo felici di ricominciare, da Rete8 abbiamo appreso che potevamo farlo. Abbiamo speso 150 euro per i birilli e le transenne e lasciato i prezzi invariati. La paura c'è, ma siamo fiduciosi».
Sergio e Margherita Susini, 70 anni lui, 68 lei, ancora coltivano le campagne, otto ettari di terra a San Silvestro, sulle colline pescaresi, dopo 45 anni di mercati alle spalle. Felici di ripartire sì, ma avrebbero preferito farlo nella vecchia postazione, in via Pisacane.
Dove sono stati allocati, all'incrocio con viale Sabucchi, non ci si trovano: «Qui la clientela abituale non ci ritrova neppure se ci chiamano al telefono, chiediamo di essere trasferiti dove c'è più movimento», protesta l'energica coppia di verdurai che «contesta il criterio di assegnazione dei posti» e che non ha nessuna intenzione di appendere la zappa al chiodo.
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