Il ministro Alfano a Pescara: «Questa è l'Italia che mi piace di più»

12 Novembre 2016

In visita alla Cittadella dell'Accoglienza gestita dalla Caritas e poi al Banco Alimentare, il ministro dell'Interno ha avuto parole di elogio per gli istituti impegnati a favore degli immigrati: «Se tutti gli ottomila Comuni collaborassero al meglio, la distribuzione sarebbe più equa». In Comune l'incontro sul Sì al referendum, poi il ricordo delle vittime di Nassiriya e la visita alla redazione del Centro

PESCARA. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano da questa mattina è a Pescara dove, ricevuto e accompagnato dalla sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, dal prefetto Francesco Provolo, dal questore Paolo Passamonti, dall'arcivescovo Tommaso Valentinetti e dal direttore della Caritas don Marco Pagniello, ha visitato la Cittadella dell'Accoglienza "Giovanni Paolo II" che, gestita dalla Caritas diocesana, si occupa dell'assistenza a indigenti e immigrati. «Questo è un pezzo dell'Italia dove mi piace specchiarmi», ha detto il ministro. «Questa è l'Italia che mi piace di più. C'è bisogno di veri testimoni e questa testimonianza di oggi vale molto. Mi auguro che queste testimonianze possano diventare virali. Come esiste una viralità di momenti negativi, esiste fortunatamente anche una viralità positiva che è quella che stiamo vedendo in questa struttura della Caritas». Alfano ha visitato le cucine, le sale, le camere e la cappella che è anche Porta Santa - che tra l'altro verrà chiusa oggi. All'interno della chiesetta il ministro ha incontrato due immigrati africani, salvati in mare e oggi ospitati a Pescara. La struttura, che si regge sul lavoro di decine di volontari, può ospitare fino a 80 persone. E a proposito della situazione immigrati, Alfano ha dichiarato: «Si tratta della più grande gestione di profughi dopo la Seconda Guerra Mondiale. Come ministro degli Interni e come uomo delle Istituzioni mi sono trovato nella condizione di dover scegliere, di fronte a un bivio. Faccio la cosa giusta, ma sconveniente o quella conveniente, ma sbagliata e far morire questi ragazzi in mare? Abbiamo voluto e preferito la prima strada scegliendo, crediamo, la cosa giusta, anche se non conveniente. C'è in ballo la vita umana».

«Completato il compito di salvare vite umane c'è da gestire l'accoglienza - ha proseguito - Se tutti gli ottomila Comuni collaborassero al meglio, si potrebbero avere due immigrati per una comunità di mille abitanti. In una di 10mila abitanti ci sarebbero venti immigrati. Occorrerebbe una distribuzione più equa. Noi lavoriamo perché tutti gli 8mila Comuni collaborino. Questa visita a Pescara dimostra che ognuno può prestare il suo aiuto, come può, con braccia, mani, gambe. Il cuore dell'uomo ha un infinito desiderio di buono e questa è stata la carta vincente del Cristianesimo nei secoli. Bisogna saper coltivare e alimentare il bene. Mi auguro che questo bene possa diventare contagioso». Il ministro ha poi visitato la sede del Banco Alimentare Abruzzo-Molise. Non è mancato un pensiero al nuovo presidente degli Stati Uniti. «Trump è il presidente degli Stati Uniti d'America e noi auguriamo buon lavoro al presidente e un fantastico futuro all'America. Noi siamo alleati degli Usa. Siamo alleati del bene che gli Stati Uniti d'America possono continuare a fare al resto del Mondo e dunque non possiamo che sostenere la presidenza Trump per tutto il bene che potrà fare».

Quindi Alfano si è trasferito nella sala consiliare del Palazzo di Città, dove era atteso per un incontro a favore del Sì al referendum del 4 dicembre. «Questo governo ha realizzato tante di quelle cose per cui non si può dire che l'eventuale no debba produrre le dimissioni. Il referendum è una parte significativa e importante, ma non è il tutto dell'azione di Governo. Le cose fatte sono troppe per essere assorbite dal solo eventuale no al referendum». E in merito alla denuncia sulla lettera agli italiani all'estero il ministro ha aggiunto: «È un'iniziativa assolutamente normale che ha tutta l'istituzionalità che giustifica l'intervento di un presidente del Consiglio che promuove il voto. Suscita uno scandalo giusto perché, a volte, la patina di ipocrisia è troppo spessa. C'è troppa ipocrisia». E infie sul terremoto che ha devastato il Centro Italia e, in particolare il Teramano in Abruzzo: «Non spegneremo le luci dei riflettori anche quando i giornali si occuperanno di altro. Noi non ci distrarremo».

All'incontro in Comune ha fatto seguito l'omaggio ai Caduti di Nassiriya, dove il ministro si è diretto insieme al sindaco Marco Alessandrini e al presidente della Provincia Antonio Di Marco. «Sono ragazzi italiani, per noi sono eroi per sempre ed oggi è il giorno giusto per ricordarli. Sono martiri della libertà, hanno combattuto in un Paese che non era il loro, che non aveva per loro il senso della patria, ma sono morti per una libertà che è di tutto il mondo. Li ricordiamo con la stessa commozione e forza di allora». Queste le parole di Angelino Alfano, in occasione della commemorazione dei Caduti di Nassiriya al monumento a loro dedicato davanti al Tribunale di Pescara. «La presenza dell'Italia all'estero - ha aggiunto Alfano - ci connota come parte di una coalizione che, dal punto di vista militare, contrasta il terrorismo internazionale da oltre dieci anni e fa di noi dei protagonisti della libertà».

Dopo un pranzo veloce con il prefetto, il ministro prima di ripartire ha fatto visita alla redazione del Centro, dove ha salutato il neo direttore Primo Di Nicola, il presidente della società editrice Il Centro Spa Alberto Leonardis, i consiglieri di amministrazione, i redattori e i dipendenti del giornale. In redazione Alfano ha salutato tutti i presenti, ha ammirato la redazione e letto incuriosito la prima pagina del quotidiano il Centro, una ristampa del numero uscito in edicola il 3 luglio 1986.