Il ministro convoca gli assessori Ma Paolucci manda il dirigente

18 Giugno 2018

Tra due giorni vertice a Roma con i rappresentanti di tutte le Regioni sul problema delle liste d’attesa Ma il politico abruzzese è impegnato in un convegno a Pescara. E invia Muraglia da Giulia Grillo

PESCARA. L’assessore alla Sanità è lapidario. «Mercoledì non andrò a Roma ad incontrare il nuovo ministro dei 5 Stelle». Così risponde Silvio Paolucci alla domanda sulle dichiarazioni che Giulia Grillo, tre giorni fa, ha postato su Facebook prima di convocare al ministero gli assessori alla Sanità di tutte le regioni. Il tema è quello delle liste d’attesa. «Basta con la vergogna di ottenere una mammografia dopo 13 mesi, di aspettare fino a un anno una colonscopia, una visita oncologica o neurologica, salvo pagare di tasca propria», esordisce sul social network il ministro M5S che annuncia: «Lo abbiamo promesso nel contratto di Governo e adesso cerchiamo di passare dalle parole ai fatti». Giulia Grillo ha inviato una circolare alle Regioni in cui chiede informazioni, «puntuali e dettagliate», di ogni singola struttura sanitaria. Il suo obiettivo è quello di fare il punto della situazione. E la richiesta inoltrata alle Regioni non concede deroghe. Anzi.
Le informazioni infatti dovranno arrivare al ministero entro quindici giorni «compilando apposite schede ed eventuali note di accompagnamento. Partiremo da qui», spiega, «sapendo se e quante prestazioni sanitarie siano state erogate tramite il Cup (centro unico di prenotazione, ndr), se sono garantiti – e quando e come – i tempi massimi d’attesa previsti in sede locale, se i volumi di attività svolti dai medici in libera professione dentro il Servizio sanitario nazionale (le cosiddette visite a pagamento intramoenia, ndr) siano fuori regola e rispettino il principio della libera scelta dei cittadini. Sapremo anche se agli assistiti vengano chiesti balzelli extra», annuncia il ministro della Salute che nell’ultima parte del suo lungo post lancia un avvertimento alle Regioni . «Cercheremo di saperlo presto e di adottare un’adeguata strategia di cambiamento», scrive la pentastellata, «per debellare un fenomeno odioso, che mina l’equità, l’uniformità di trattamento sanitario in tutta Italia, che fa carta straccia della trasparenza, dell’informazione ai cittadini e che in sostanza mina alla radice l’universalità del Servizio sanitario pubblico».
Ma prima di tornare alla reazione dell’assessore Paolucci riportiamo anche l’ultima parte più distensiva del messaggio del ministro grillino: «Mi aspetto una grande collaborazione da parte delle Regioni in favore dei cittadini per abbattere lunghi e impossibili tempi d’attesa e per avere un giusto e democratico accesso ai servizi e alle informazioni». E infine: «Cercherò di andare incontro a tutte le esigenze delle Regioni e ai loro eventuali problemi organizzativi». Ma Paolucci è lapidario nella risposta: «C’è un solo modo per risolvere il problema delle liste d’attesa anche in Abruzzo ed è quello che il ministro si impegni a inviare alle Regioni i fondi necessari per fare assunzioni, acquistare nuovi macchinari e pagare gli straordinari. Tutti gli altri motivi a cui lei si riferisce, come quello delle visite a pagamento intramoenia, in realtà incidono in modo minimo sulle attese». È lo stesso Paolucci a rivelare poi la convocazione a Roma per le 11 mercoledì. Ma non ha remore a confermare che lui non andrà all’incontro con il nuovo ministro del governo M5S-Lega. «L’Abruzzo sarà rappresentato validamente da Angelo Muraglia, direttore del Dipartimento Salute e Welfare. Mercoledì io sarò impegnato a Pescara», conclude, «alle 9.30 c’è il convegno sulle macroregioni con Sabino Cassese, giurista, accademico e giudice emerito della Corte Costituzionale».