Il ministro: ok ai permessi se si rispettano le norme

13 Maggio 2015

Il titolare dell’Ambiente Galletti taglia corto: «Gli idrocarburi sono necessari in questa transizione verso le rinnovabili. L’air-gun? Un problema europeo»

PESCARA. Il governo non ha nessuna intenzione di cambiare passo rispetto alla strategia energetica. In una intervista a Radio 24 ore, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha confermato la linea sulle trivelle, confutando la tesi di chi pensa che estrarre petrolio sia inutile per garantire la sicurezza energetica del paese: «Dobbiamo decidere», ha detto Galletti, «se vogliamo fare a meno della produzione di idrocarburi, la cui decisione spetta al Parlamento. Da parte mia, ho le regole stabilite dalla legge e io rispetto quelle regole in modo rigoroso. Per installare una piattaforma petrolifera occorre superare la Valutazione di impatto ambientale (Vas). Se quella dice che la piattaforma si può fare con delle prescrizioni e se sulle prescrizioni siamo rigorosi, quello che non possiamo fare è dire che le trivellazioni si possono fare per legge ma che quando si richiede un permesso poi non diamo le autorizzazioni. Daremmo un messaggio sbagliato agli investitori esteri». Secondo il ministro «l’ ambiente deve convivere con lo sviluppo» e il petrolio è parte di questo sviluppo almeno fino a quando non si avrà un apporto determinante di energia rinnovabile. «Ma in questo periodo di transizione non possiamo fare a meno di altre fonti energetiche. Io farò tutto il possibile perché questo periodo di transizione sia breve».

Galletti ha parlato anche della tecnica dell’airgun per le ricerche petrolifere, difendendo la bocciatura dell’emendamento che voleva introdurre questa tecnica tra gli ecoreati. «La tecnica è ancora controversa, per esempio riguardo agli effetti sui cetacei, ma quell’emendamento, introdotto in maniera anomala, era sbagliato: saremmo stati l’unico paese al mondo a punire l’utilizzo dell’airgun».

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