Il ministro Pichetto: «È grave Sull’orsa si faccia chiarezza»

2 Settembre 2023

E Marsilio annuncia: «Danno all’immagine, la Regione si costituirà parte civile»

L'AQUILA . Sconcerto e indignazione. La politica, senza distinzione di colore e appartenenza, ha reagito con sdegno alla notizia dell’uccisione, a San Benedetto dei Marsi, dell’orsa Amarena. Simbolo dell’Abruzzo cuore verde d'Europa. Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, definisce quanto accaduto «un episodio grave, su cui è doveroso fare quanto prima chiarezza. Sono in costante contatto con tutti i soggetti istituzionali che in queste ore lavorano per far luce sulla vicenda», aggiunge Pichetto, «è necessario, adesso, il massimo coordinamento tra ministero, Regioni, ente parco, Ispra, Cufa, sindaci e prefetti. Il nostro impegno è rivolto anche alla protezione dei cuccioli dell’orsa, facendo di tutto affinché possano restare in libertà». Infine l’invito «a moltiplicare l’impegno nell’osservare comportamenti corretti per prevenire ogni possibile conflitto tra gli animali e le persone».
La Regione Abruzzo si costituirà parte civile, come annunciato dal presidente, Marco Marsilio: «La notizia dell’uccisione a colpi di fucile dell’orsa Amarena rappresenta un atto gravissimo nei confronti dell’intera Regione», la parole di Marsilio, «in tutti questi anni le comunità fuori e dentro ai parchi hanno sempre dimostrato di saper convivere con gli orsi senza mai interferire con le loro abitudini. Mai un orso ha rappresentato, in Abruzzo, un qualunque pericolo per l’uomo, neanche quando si è trovato a frequentare i centri abitati. L’atto violento compiuto nei confronti del plantigrado non ha alcuna giustificazione», dichiara Marsilio, «confidiamo nelle indagini che sono state avviate dalle forze dell’ordine e dai vertici del parco, che hanno già individuato il responsabile, affinché la giustizia faccia il suo corso. Sono pronto a costituire la Regione come parte civile per tutelare l’immagine e l’onorabilità della nostra gente. Invito le comunità locali e tutti i turisti a continuare ad osservare le norme prescritte affinché gli animali presenti sul territorio possano vivere indisturbati nel loro habitat».
Di «un crimine orribile, ripugnante, sconvolgente» parla l’onorevole Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la difesa degli animali, «non solo perché è costato la vita a un animale simbolo di una sottospecie protetta da cent’anni e sempre in pericolo d’estinzione, ma perché Amarena era popolare e accettata dalla grande maggioranza della popolazione, anche quando faceva “passeggiate” per le strade dei paesi, e soprattutto perché era una mamma».
Nazario Pagano, presidente della I Commissione affari costituzionali della Camera e coordinatore regionale di Forza Italia chiede «una pena esemplare per il colpevole, che dovrà pagare caro questo suo crimine, in modo da scongiurare per il futuro nuovi terribili episodi di questo tipo».
Per il sottosegretario all’Ambiente Luigi D’Eramo «è stato inferto un colpo al cuore della comunità abruzzese, che negli anni ha sempre avuto con gli orsi un rapporto di serena convivenza. Un atto che lascia attoniti e arrabbiati. Il responsabile ne dovrà rispondere». Il vice presidente della giunta regionale con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, afferma che «questo inspiegabile atto rappresenta un grave affronto ai valori di convivenza e rispetto per la natura, nonché alla biodiversità della nostra meravigliosa regione. Nonostante tutti gli sforzi compiuti, purtroppo, non siamo riusciti a evitare la tragedia. In questo momento la nostra massima priorità è garantire la protezione e il benessere dei cuccioli di Amarena. Faremo tutto quanto è in nostro potere per preservare la loro sicurezza, confidando nel lavoro delle forze dell’ordine e del Parco nazionale».
Si registra anche l’intervento del vicepresidente del consiglio regionale Roberto Santangelo (FI): «Il danno arrecato dalla bestialità dell’uomo», dice, «è incalcolabile in termini d’immagine ma, soprattutto, viene ostacolato il processo di ripopolamento della specie. Condanno, senza mezzi termini, il gesto criminale». I parlamentari di Fratelli d'Italia, Etelwardo Sigismondi e Guerino Testa, descrivono l’orsa Amarena come «un pezzo d’Abruzzo amato da residenti e turisti. Un gesto criminoso il gesto di chi ha voluto macchiarsi in modo così vile della morte dell’animale. La barbara uccisione dell’orsa Amarena a colpi di fucile è stato un atto di una crudeltà e di una vigliaccheria inaudite».
«La barbara uccisione dell’orsa Amarena impone al mondo politico-istituzionale delle riflessioni», afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, Massimo Verrecchia, «spiace essere alla ribalta delle cronache, anche nazionali, per le brutali modalità che hanno portato alla perdita di un amato simbolo d'Abruzzo». Sara Marcozzi, consigliere regionale di Forza Italia dichiara: «L’uccisione dell’orsa Amarena provoca indignazione, sgomento e tristezza, oltre a essere un danno reputazionale e di immagine incalcolabile». Anche il Movimento 5 Stelle interviene con la deputata Daniela Torto e il consigliere regionale Giorgio Fedele: «Quanto accaduto è frutto di ignoranza, di mancanza assoluta di rispetto verso la natura ma è anche di poco amore verso la propria terra, l’Abruzzo, di cui l’orso è il simbolo». Per Fedele «è il momento di riflettere sulle politiche di gestione della fauna selvatica e sulla loro efficacia».
Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della rifondazione comunista chiede «a che punto sia l’attuazione del Piano d’azione per la tutela dell’orso marsicano approvato nel 2010», mentre per Daniele Marinelli, segretario del Pd abruzzese, «è importante adesso che l’indignazione, a tutti i livelli, dalle comunità locali fino alle istituzioni della regione, sia forte e unanime».
«È un danno enorme, gli orsi sono ormai una sessantina ed è stata colpita una delle femmine più prolifiche della storia del Parco», fa notare Stefania Pezzopane, della direzione nazionale Pd, ex assessore regionale ai parchi abruzzesi. «Non si può permettere che un uomo imbracci il fucile e spari a uno dei simboli della nostra regione in questo modo», il commento del presidente dell’Uncem Abruzzo, Lorenzo Berardinetti, «come è possibile che un’orsa, che secondo gli addetti ai lavori non ha mai aggredito nessuno, venga uccisa per legittima difesa? È semplicemente inaccettabile ed è necessario che ci siano punizioni severe per chi ha compiuto questo gesto».
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