Il ministro: Rigopiano, processo da celebrare
Bonafede risponde all’avvocato di parte civile Reboa, che chiede una struttura diversa dal tribunale
PESCARA. Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, risponde all'avvocato Romolo Reboa, legale di diverse parti civili nel procedimento Rigopiano, che aveva sollecitato la soluzione di una strada che permettesse di celebrare la prossima udienza fissata al 10 luglio, anche in questo momento di emergenza coronavirus. Attraverso il suo capo di gabinetto, il ministro ha inviato poche righe al presidente del tribunale di Pescara, Angelo Mariano Bozza, con le quali rappresenta «l'intenzione di questo dicastero di porre in essere quanto necessario per consentire il corretto svolgimento delle attività processuali». La proposta di Reboa era quella di trovare una struttura diversa dal tribunale, magari un cinema o un teatro, per tenere le udienze e magari con una frequenza maggiore, così come era accaduto per il caso Costa Crociere a Grosseto. Ma non è la stessa situazione visto che oggi abbiamo a che fare con una pandemia che all'epoca non esisteva e visto che il presidente Bozza, con Ordine degli avvocati e Camere penali, ha stipulato qualche giorno fa un protocollo per gestire le udienze che riprenderanno dal 25 maggio, ma solo per processi con non più di 6 imputati. E non è il caso del procedimento Rigopiano che di imputati ne conta una trentina oltre a 120 parti civili, impossibili da gestire nel rispetto della sicurezza che ha imposto il Governo. «La lettera del ministro Bonafede», scrive Reboa, «è la dimostrazione che, se vi è volontà politica, in Italia è possibile muovere qualcosa: ora attendo di conoscere la posizione del sindaco dato che, se il presidente Bozza riterrà che non è possibile risolvere il problema allestendo l'aula magna, credo che gli spazi comunali siano la soluzione a basso costo più adeguata». (m.cir.)

