Il ministro Trenta: «Sì all’esercito per Rancitelli e Fontanelle»

23 Maggio 2019

La responsabile della Difesa visita insieme ai 5 Stelle i quartieri più caldi e poi incontra alcuni residenti Accolta la richiesta di Alessandrini per un presidio dei militari in città. «Ne parlerò con Salvini»

PESCARA. Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta è pronto a spedire l’esercito nelle zone più a rischio criminalità di Pescara. Lo ha annunciato lei stessa ieri pomeriggio, durante una visita a Rancitelli e a Fontanelle, insieme alla candidata sindaco Erika Alessandrini e ad altri esponenti del Movimento 5 Stelle, tra cui il vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari e la consigliera regionale Barbara Stella. Il tour del ministro è cominciato, come previsto, intorno alle 15,30. Elisabetta Trenta è arrivata con l’auto blu in via Lago di Capestrano, dove c’era ad attenderla un folto gruppo di esponenti del Movimento 5 Stelle e diversi cittadini. Il ministro ha dapprima incontrato don Max, ossia il parroco Massimiliano De Luca diventato famoso per sue battaglie in favore della legalità. Don Max ha illustrato alla responsabile della Difesa la drammatica situazione di quella zona. Qui non viene ad abitare più nessuno», ha rivelato il parroco, «le scuole hanno chiuso e c’è l’abbandono scolastico già alla seconda media».
Trenta ha parlato subito della richiesta avanzata da Erika Alessandrini di attivare anche a Pescara, nelle zone più calde, l’operazione chiamata «Strade sicure», ossia presidi militari per il controllo del territorio.
«Certamente la presenza dello Stato è importante», ha detto il ministro, «e io ho parlato con Erika della possibilità che anche qui a Pescara si possa attivare, nelle aree dove è necessario, l’operazione “Strade sicure”, perché vedere dei militari per strada dà una sensazione diversa ai cittadini, magari qualcuno torna ad abitare qui e si sente lo Stato più vicino». La responsabile del dicastero della Difesa si è detta pronta ad accogliere la richiesta di Alessandrini, ma ha avvertito. «La richiesta deve partire dal prefetto», ha fatto presente, «intanto io scriverò a Matteo Salvini perché l’operazione non dipende direttamente dal ministero della Difesa, ma da quello dell’Interno».
Trenta è stata poi accompagnata a visitare il cosiddetto «Ferro di cavallo», il gruppo di case popolari a forma di ferro di cavallo tristemente noto per fatti di cronaca nera. Lì, è stata accolta da una residente che, nel ringraziarla per la sua visita, le ha chiesto il suo aiuto per riportare l’ordine e la sicurezza nel rione. Lo stesso appello è arrivato da un ragazzo, anche lui residente, andato incontro a Trenta per parlarle. Il ministro ha quindi fatto presente che l’esercito non può bastare per risolvere tutti i problemi. «Pensare di risolvere le cose soltanto con un maggior numero di forze di polizia, senza compiere contestualmente interventi nel campo della giustizia e per lo sviluppo, pensando una nuova collocazione e una nuova funzione del territorio», ha sottolineato, «difficilmente può produrre risultati e per questo occorre affidarsi a persone capaci».
Il ministro è stato poi accompagnato a visitare le case popolari di via Caduti per servizio, nel cuore di Fontanelle, dove ha incontrato Nello Raspa, storico leader dell’associazione Insieme per Fontanelle in prima linea nella lotta contro la criminalità. «Anche qui», ha osservato il ministro, «la soluzione è chiedere con forza che venga attivata “Strade sicure”». Operazione già sperimentata con successo cinque anni fa nel quartiere, solo per poco tempo. «Ma da sola non basta», ha concluso Trenta, «servono altre cose, dallo sport per i ragazzi, ai servizi, dalla presenza dei giardini, ad attrazioni per far venire la gente qui».
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