Il ministro vuole aprire le scuole d’estate

Il piano di Bianchi non piace all’Abruzzo. Quaresimale: «Meglio pensare prima alle vaccinazioni»
PESCARA. Scuole aperte anche in estate per svolgere laboratori facoltativi e preparare i ragazzi al ritorno in classe a settembre. È il piano che sta preparando il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. Le scuole per ora restano chiuse e gli studenti in didattica a distanza, ma il governo sta lavorando per tenerle aperte fino a fine luglio, e se possibile anche per una parte di agosto, per rafforzare le competenze dei ragazzi con attività di laboratorio e facilitare il loro ritorno alla normalità e alla socializzazione in vista del nuovo anno scolastico.
Un piano che, se andasse davvero in porto, potrebbe essere applicato anche in Abruzzo. «Lo valuteremo, ci sarà un confronto Stato-Regioni su questo tema», dice Pietro Quaresimale, assessore regionale all’Istruzione. «La criticità che ho sollevato più volte è che molte scuole non hanno i requisiti idonei per riaprire in estate. Andrà fatto, dunque, un discorso scuola per scuola per vedere se in ogni istituto ci saranno le condizioni climatiche necessarie per permettere ai ragazzi di stare in aula. È un discorso che affronteremo più in avanti», conclude Quaresimale, «nel frattempo, stiamo concludendo la vaccinazione del personale scolastico per riaprire le scuole dopo Pasqua».
SCUOLE APERTE IN ESTATE. L’anno scolastico non subirà cambiamenti e finirà nella seconda settimana di giugno come previsto. Eventuali modifiche spettano alle Regioni che il governo incontrerà nei prossimi giorni. L’idea del ministro Bianchi è di tenere aperte le scuole in estate, per chi vuole, per svolgere attività che sono ancora in corsa di definizione. Già si sa che il piano riguarderà le scuole primarie, le medie e le superiori. Ogni scuola dovrà organizzare gruppi di studenti per svolgere le attività, ma la frequenza non sarà obbligatoria. Tra le attività previste, laboratori teatrali o di spettacolo, corsi di formazione o di fotografia, sport e arte.
GLI INSEGNANTI. Tra gli aspetti da chiarire c’è il ruolo degli insegnanti. L’ipotesi più probabile è che la partecipazione sia su base volontaria, anche se retribuita a parte. Le scuole potranno lavorare anche con le associazioni di volontariato. Le attività saranno gratuite per gli studenti, quindi vanno trovate le risorse per finanziare questi progetti. Ci sono fondi Pon e potrebbero arrivare sostegni dal governo nei prossimi decreti per l’emergenza.
CORSI DI RECUPERO. Le attività dei laboratori dovranno essere formative, coinvolgendo dove possibile gli studenti più grandi nel lavoro con i più piccoli.
Per quanto riguarda le superiori, se verrà confermato che la promozione non è garantita come invece avvenne lo scorso anno, si svolgeranno i tradizionali corsi di recupero prima degli esami che le scuole - a giugno o a settembre- attivano per i rimandati. È probabile che le attività ponte per le superiori comincino a luglio dopo gli esami di maturità.
(g.g.)
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