“Il mio padrone è uno zozzone” Parte la campagna città pulita
PESCARA. "Il mio padrone è uno zozzone". La scritta campeggia su una serie di cartelli, una ottantina, disseminati in città per sensibilizzare i proprietari dei cani a raccogliere gli escrementi dei...
PESCARA. "Il mio padrone è uno zozzone". La scritta campeggia su una serie di cartelli, una ottantina, disseminati in città per sensibilizzare i proprietari dei cani a raccogliere gli escrementi dei loro animali e sollecitare l'amministrazione alla pulizia delle aiuole.
I cartelli, una ventina già conficcati in alcuni punti delle vie Carducci, Parini, Tassoni, Fabrizi, sono stati realizzati e in fase di installazione da Laura Crivellone ovunque si trovino rifiuti organici di animali.
La Crivellone, residente in centro, a capo del comitato spontaneo di cittadini volontari per Pescara pulita (presto nascerà una pagina Facebook) sta ingaggiando da mesi una lotta contro la maleducazione e l'inciviltà. Nell'autunno scorso, con un gruppo di cittadini ha promosso la pulizia di via Nicola Fabrizi e raccolto, tra gli altri rifiuti, migliaia di cicche di sigarette. Oggi combatte contro gli escrementi lasciati sulle strade, a ridosso delle aiuole, sui marciapiedi, in barba a tutte le norme che prevedono sanzioni salate ( a Pescara 50 euro, il doppio a Sassari, oltre 150 a Ischia, 300 previsti a Bari) per i padroni dei cani senza paletta e sacchetto.
«Si sa» spiega la Crivellone «che laddove c'è incuria , si produce maggiore incuria. Vorrei ricordare ai maleducati che le aiuole , i pali della luce e le strade non sono i gabinetti dei cani. I padroni sono tenuti per legge alla pulizia delle feci degli animali». La cittadina rivolge un ennesimo appello all'amministrazione comunale, che nei mesi scorsi ha appoggiato la sua iniziativa a tenere pulite le strade ( laddove nemmeno Attiva ce la fa, perché la maleducazione è dilagante): «Vorrei sollecitare Comune e polizia municipale a multare in maniera pesante chi non porta con sé l'occorrente per ripulire le cacche dei cani, segnalte dai cartelli». (c.co.)
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