«Il mio voto ora non è più scontato»

Di Tonto: il sindaco non doveva togliermi le deleghe di assessore
PIANELLA. Il consigliere comunale di Pianella Massimo Di Tonto annuncia che, dopo il ritiro delle sue deleghe da assessore, da parte del sindaco Sandro Marinelli, continuerà ad appoggiare la maggioranza, ma sarà «più libero». E quindi, «se fino ad oggi non ho mai fatto mancare il mio voto, avrò la libertà di dire no e cercherò di votare tutto ciò che fa bene al mio paese, facendo notare le cose che non vanno, quando si presenteranno», dice lui stesso chiarendo la propria posizione.
Il punto di rottura con il sindaco c'è stato in occasione dell'ultimo consiglio comunale. Di Tonto ha presentato due mozioni, ma poi non ha partecipato alla seduta (facendo arrivare in aula un certificato medico) e la minoranza ha colto al volo l'occasione e non si è presentata, sapendo evidentemente della malattia, fatta eccezione per Bruna Giansante che ha garantito il numero legale.
«La mia era un’assenza giustificata (dal certificato)», spiega, «ma evidentemente è stata interpretata male dal sindaco, che non mi ha dato la possibilità di parlare, perché da noi non si parla, si obbedisce. Sono stato espulso, così come erano stati espulsi altri due consiglieri di maggioranza, Berardinucci e Aramini e non ho neppure subito un processo». «Ma io non me ne sono andato dalla maggioranza e non ho fatto alcuna comunicazione, non ho aderito ad altri gruppi», ci tiene a precisare Di Tonto ritenendo di essersi sempre comportato bene, nel ruolo che ha rivestito fino ad oggi e di aver «favorito la discussione, ma senza mai sottrarmi al voto», oltre ad aver sempre voluto «un confronto libero e aperto, ma questa cosa dà fastidio, perché in municipio manca la condivisione ed è mancata anche nel tentativo del sindaco di allargare la maggioranza».
Di Tonto contesta, poi, le dichiarazioni di Marinelli, che intravede la possibilità di una crisi e parla del rischio di commissariamento. «Per determinare la sfiducia non basta un'assenza», avverte, «ma sono necessarie le dimissioni dei consiglieri. E invece la mia assenza è stata manipolata con l'obiettivo di conquistare un consigliere di minoranza», per procedere a una «sostituzione». E conclude dicendo che «se il sindaco pensa che esista una crisi, deve prenderne atto e quindi aprire la crisi e gestirla».
Flavia Buccilli
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