Il Moro, lo stabilimento che cambiò la riviera

12 Luglio 2015

Era un chiosco, oggi vanta 240 palme e otto campi da gioco

PESCARA. L’album dei ricordi comincia con la foto un po’ sbiadita di un piccolo chioschetto sulla spiaggia di Pescara nord adibito alla vendita di lattine di Coca cola e accanto il volto sorridente di Americo Tucci, pioniere delle notti insonni in discoteca e precursore della moderna concezione del turismo balneare in riva all’Adriatico.

Correva l’anno 1979 quando il padre nobile dei locali storici di Silvi Marina “La Silvanella” e “Niagara” decise con un colpo di genio di rilevare la concessione del lido Pinalba per dedicarsi anima e corpo a un settore ma che in pochi anni avrebbe cambiato il volto della riviera pescarese e trasformato le abitudini vacanziere di grandi e piccini.

Oggi, a 36 anni di distanza, lo stabilimento “Il Moro – lido Pinalba” è il più grande del lungomare con le sue 240 palme, gli 8 campi da beach e foot -volley, la gelateria di produzione propria, il ristorante e pizzeria a bordo piscina, che poi è la stessa piscina Lagalla degli anni Sessanta, e una serie di servizi accessori studiati per gli utenti di tutte le età, primi tra tutti i campioni di calcio Massimo Oddo e Fabio Grosso, assidui frequentatori della struttura assieme a Ciro Immobile, Marco Verratti e Lorenzo Insigne.

«Il segreto è guardare sempre avanti: me lo ha insegnato mio padre, che oggi ha 82 anni ma è sempre stato un uomo lungimirante», afferma con orgoglio Ezio Tucci, figlio di Americo e attuale gestore del ristorante pizzeria “Il Moro – lido Pinalba” insieme con sua moglie Raffaella Angeloro, il fratello Pierluigi e una parte della famiglia.

«Quando decidemmo di acquistare il lido Pinalba nel 1979 qui intorno non c’era nulla», racconta Ezio andando a ritroso con la memoria, «in tanti provarono a dissuadere mio padre consigliandogli un posto più centrale. Ma lui non volle sentire ragioni e disse: “Vedrete cosa diventerà questa parte della riviera”. E così è stato. Venivamo dall’esperienza dell’intrattenimento degli anni Sessanta, quando alla Silvanella arrivavano fino a 40mila persone a serata con 4-5 tavoli prenotati da Roma e da tutto il centro Italia».

Erano gli anni d’oro del divertimento: in città e nel circondario non si parlava d’altro che delle serate organizzate dalla famiglia Tucci e della miriade di ospiti del calibro dei Pooh, Raffaella Carrà, Peppino Di Capri e Ornella Vanoni che venivano invitati a cantare.

«Sono nato alla Silvanella», prosegue Ezio lasciando trasparire un velo di nostalgia, «in quella splendida villa ottocentesca nel cui giardino si sono esibiti il fior fiore degli artisti. Ma era un altro mondo: la musica era davvero di qualità e la gente sapeva fare gruppo e divertirsi grazie soltanto al passaparola. Altro che pubblicità, internet e social network: Facebook eravamo noi. Non mi piace essere retrò, ma adesso il mercato è fin troppo inflazionato e quelle forme d’arte si sono perse perché i giovani non hanno più punti di riferimento». Da antesignani del popolo delle discoteche a precursori del turismo balneare il passo è stato breve: con l’acquisto del lido Pinalba si passa dai primi ombrelloni spuntati negli anni Ottanta a bordo piscina alle palme in stile caraibico, approdate negli anni Novanta per una felice intuizione di Americo Tucci che nel 1995 acquista anche la seconda concessione balneare creando un unico grande stabilimento. Anno dopo anno i pescaresi cambiano anche il modo di vivere la spiaggia e il mare. Il vecchio baretto che vendeva le lattine di Coca cola adesso è una delle strutture polivalenti più amate della riviera, frequentato negli anni da big come Manuela Arcuri, Vittorio Sgarbi, Carlo Vanzina o Alessandro Preziosi. Tra le file di palme si possono scorgere i giovani di una volta, che un tempo si scatenavano alla Silvanella e che oggi si rilassano al sole in compagnia dei nipotini, ma soprattutto squadre di sportivi e comitive di ragazzi che dall’inizio di aprile fino a ottobre possono godere di campi da gioco e lettini in riva al mare. «Crediamo nella stagione lunga», spiega Ezio Tucci, «per questo siamo aperti otto mesi all’anno e siamo sempre i primi a montare le attrezzature in spiaggia. La gente lo sa e ci segue per questo».

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