Il mosaico romano entro sei mesi al Museo delle Genti

Il Comune vuol rendere visitabile il bastione San Vitale Masci promette: «Stavolta non sotterreremo il passato»
PESCARA. Aprire alla città il bastione della piazzaforte cinquecentesca e rendere visitabile il mosaico romano del II secolo dopo Cristo sepolto sotto la golena sud. Due obiettivi sui quali vuole puntare con forza l’amministrazione del sindaco Carlo Masci. «Anche in vista della ripartenza attesa per i prossimi mesi», sottolinea il primo cittadino, «non dimentichiamo che sarà importante puntare pure su turismo e cultura per tornare alla normalità». La storia deve fare la sua parte nel motore che muove l’economia cittadina, insomma. E in ballo ci sono due testimonianze rilevanti, interessate da due progetti diversi.
IL MOSAICO ROMANO Quella che probabilmente era la pavimentazione di un locale pubblico o commerciale, è stata rinvenuta una ventina di anni fa nell’area della golena sud. Qui sorgeva Ostia Aterni, il porto fluviale allo sbocco della Tiburtina, l’antica strada romana che collegava il Tirreno all’Adriatico. Il mosaico, in attesa di tempi migliori, venne messo in sicurezza e ricoperto. Adesso quei “tempi migliori” sembrano finalmente arrivati. «Tra le testimonianze più antiche del nostro passato, è quella più prestigiosa», dice Masci, «vogliamo renderla fruibile in tempi brevi, entro sei mesi: l’idea è quella di asportare il mosaico dall’attuale sito ed esporlo nel vicino Museo delle Genti d’Abruzzo».
IL BASTIONE Da qualche mese a ridosso della ferrovia, di fronte al Rampigna, stanno riemergendo i ruderi di uno dei sette bastioni che circondavano la piazzaforte realizzata nella seconda metà del ’500, all’epoca in cui Filippo II d’Asburgo, figlio di Carlo V, sedeva sul trono del Regno di Napoli. Ognuno dei bastioni aveva sotterranei utilizzati come magazzino o deposito di armi dai soldati di stanza a Pescara. Tra l’altro sul bastione, detto San Vitale, poggiano in parte i binari realizzati nel 1863. Ma l’apertura dei sotterranei non “infastidirebbe” né la strada ferrata né la vicina pista ciclabile.
«Stiamo concordando un progetto di valorizzazione con la Soprintendenza», spiega il sindaco, «e da parte di Rfi c’è assoluta disponibilità a collaborare. Vogliamo che questi manufatti vengano aperti al pubblico e resi visitabili».
A differenza del mosaico romano, in questo caso i tempi di realizzazione del progetto sono però legati anche allo svolgimento degli interventi sulla linea ferroviaria.
STORIA DA VALORIZZARE Non è un mistero che il passato sia sempre stato un cruccio della pescaresità: la città vanta un tessuto economico e sociale che da inizio ’900 si è affermato come quello più dinamico in Abruzzo, ma è povera di archeologia e vestigia prestigiose. Ed essere considerati un gigante “dal passato d’argilla” non è mai piaciuto ai pescaresi. «Siamo sempre stati una città proiettata nel futuro, ma che poggia su una storia antica e datata», rivendica il sindaco Masci, «la stiamo ritrovando e vogliamo farla emergere, con il supporto importante della Soprintendenza: questa volta non sotterreremo nulla e non cancelleremo le tracce del nostro passato».
TURISMO DA RILANCIARE Nei mesi a venire non sarà facile far ripartire un’economia cittadina che deve tanto anche a eventi e tempo libero. «La nostra storia la stiamo riscoprendo, la dobbiamo far emergere e consolidare», ripete Masci, «il ritrovamento del bastione San Vitale può rappresentare un punto di svolta: la sua valorizzazione, insieme a quella del mosaico romano, deve trasformarsi in un’attrazione culturale e turistica, che contribuisca a rendere Pescara ancora più attrattiva pure da questo punto di vista».
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