Il Museo del mare dimenticato: spesi 2,2 milioni e mai aperto

1 Marzo 2020

Sopralluogo dei consiglieri 5 Stelle nell’edificio in abbandono, i primi lavori risalgono a vent’anni fa «Crolli e muri spaccati all’interno della struttura, stiamo valutando un esposto alla Corte dei conti»

PESCARA. Crolli di solai e intonaci. Infiltrazioni d’acqua dai soffitti. Pavimenti divelti. Muri spaccati. Ma soprattutto centinaia di reperti anche di valore lasciati in stato di abbandono. Il Museo del mare, l’enorme edificio sul lungofiume di fronte al mercato ittico, si presenta così nonostante siano stati spesi ben 2.250.000 euro in vent’anni. I consiglieri del Movimento 5 Stelle sono riusciti, alla fine dello scorso anno, a fare un sopralluogo all’interno della struttura in parte murata nel corso degli anni per motivi di sicurezza.
Le condizioni dell’edificio sono state debitamente documentate con video e decine di foto, a cura di tre attivisti Massimiliano Di Censo, Marco Romano e Tommaso D’Alessandro, presentati ieri agli organi di informazione. E ora la capogruppo Erika Alessandrini e i consiglieri Giampiero Lettere, Paolo Sola e Massimo Di Renzo stanno valutando se presentare o meno un esposto alla Corte dei conti.
TUTTO INIZIA NEL 1999. È una storia ventennale quella del Museo del mare. Tutto iniziò nel 1999, all’epoca della giunta Pace, con la ristrutturazione dell’ex scuola Di Marzio. Si partì con uno stanziamento di un miliardo di vecchie lire per i lavori, ma questi soldi servirono solo per opere iniziali. Nel 2004, l’allora sindaco Luciano D’Alfonso stanziò altri 623.000 euro per il secondo lotto. Somma che raggiunse i 693.000 euro nel 2007, sempre con la giunta D’Alfonso, per gli adeguamenti antisismici della struttura. Nel 2008, altri 800.000 euro per proseguire i lavori, più ulteriori 100.000 nel 2009 per procedere a un ampliamento. Nel 2010, la giunta Mascia deliberò 90.000 euro per l’acquisto degli arredi.
Si arrivò cosi al 2013, con l’amministrazione dell’ex sindaco Luigi Albore Mascia che inaugurò la struttura per chiuderla il giorno successivo. Gli stanziamenti proseguirono con la giunta Alessandrini: 350.000 euro nel 2015 per l’adeguamento dell’impianto antincendio; 6.410 euro nel 2017 per il collaudo dell’ascensore. Infine, nel 2018, l’allora presidente della Regione Luciano D’Alfonso stanziò nel Masterplan 4.500.000 euro per procedere al completamento e all’ampliamento del Museo del mare. Ma l’attuale sindaco Carlo Masci, nei mesi scorsi, ha richiesto alla Regione, guidata da Marco Marsilio, di dirottare parte della somma, ossia 3.900.000 euro per la riqualificazione dell’area di risulta, lasciando solo 600.000 euro per il museo.
DENUNCIA DEI 5 STELLE. «Anni di lavori con innumerevoli cantieri inutili», ha denunciato Alessandrini, «per una struttura che oggi ha infiltrazioni d’acqua ad ogni piano, crepe strutturali, crolli di parti di solai, parquet scoppiato, intonaci screpolati. Per non parlare della quantità di reperti, anche di valore, abbandonati sul pavimento all’incuria e alla polvere».
«Quello che abbiamo visto ci ha lasciato senza parole», ha affermato Lettere, «con video e foto abbiamo mostrato alla città come 20 anni di attesa, 10 appalti e quasi 2.500.000 euro non siano bastati per aprire il Museo del mare». «È inaccettabili aver visto locali nemmeno completati e interamente da rifare», ha aggiunto Sola. «Chiediamo l’immediata ristrutturazione e apertura del museo utilizzando i 4.500.000 stanziati nel Masterplan», ha concluso Di Renzo.
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