Il Museo delle Genti è costato al Comune 4 milioni in vent’anni
Polemica sulle spese sostenute dall’ente per la Fondazione mentre i dipendenti continuano a rimanere senza stipendi
PESCARA. La fondazione Museo delle Genti d’Abruzzo è costato al Comune in vent’anni, cioè da quando è stata costituita, 4 milioni di euro. Senza contare le spese per utenze, sempre a carico dell’ente. Le cifre vengono fuori adesso, a pochi giorni dall’approvazione del nuovo statuto da parte del consiglio comunale e dalla pubblicazione del bando per la nomina dei nuovi componenti del cda in carico al Comune.
E proprio da quel nuovo statuto che nasce la polemica sui costi sostenuti dall’ente per la fondazione e sull’utilità di continuare a mantenere in vita questa struttura, che qualcuno definisce un carrozzone. Fatto sta che l’unico consigliere che ha votato contro quello statuto è stato Giuseppe Bruno, della lista dei Liberali. Il resto della maggioranza e persino l’opposizione, invece, si sono espressi a favore.
Fatto sta che quella fondazione, che regge uno dei musei più importanti della città, è completamente dipendente dal Comune. Se l’ente non eroga annualmente i 201mila euro pattuiti, in base a una convenzione stipulata 20 anni fa, la fondazione comincia a boccheggiare come un pesce fuori dall’acqua. Ed è ciò che sta accadendo ora. L’amministrazione comunale, con i conti sull’orlo del dissesto finanziario, è riuscita quest’anno ad erogare appena 50mila euro, su 201mila. Mancherebbero all’appello 150mila euro, più altri soldi non versati nei due anni precedenti, per un totale di 184mila euro. È questa la somma richiesta, con una diffida inviata al Comune, dal direttore del museo Ermanno De Pompeis.
I primi effetti negativi del contributo ridotto all’osso sono ricaduti addosso ai dipendenti. Ben 14 lavoratori del museo non percepiscono da tre mesi gli stipendi, più la quattordicesima mensilità. Una situazione preoccupante, l’ha definita la sindacalista della Cgil Alessandra Di Simone, che si sta battendo da mesi per aiutare i dipendenti.
Di fronte a questa situazione il consigliere Bruno esprime qualche dubbio sul futuro del museo. «Nel 2018 scadrà la convenzione con il Comune», dice, «dobbiamo far sì che il museo delle Genti sia in condizione in futuro di rendersi autonomo economicamente». Per la verita, dubbi li aveva espressi anche il 2 ottobre scorso, quando in consiglio si stava esaminando la delibera contenente il nuovo statuto della fondazione. «Sono contrario alla delibera», aveva detto, «perché ritengo che il nuovo statuto non vada nella direzione della giusta tutela degli interessi del Comune». A suo dire, infatti, lo statuto, anziché aumentare i poteri del Comune che paga, concede alla fondazione poteri di indirizzo e controllo. «Il bilancio della fondazione è di circa 400mila euro», aveva spiegato Bruno in consiglio, «quindi, il Comune la sostiene per il 50 per cento. Nonostante ciò, ricordo che nella consulta dei fondatori il Comune è rappresentanto per una sola unità su dieci. E con il nuovo statuto vengono messi in capo alla consulta tutti i poteri che sono della fondazione». Insomma, come dire che il Comune paga, ma non conta niente.
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