Il Nas all’Acerbo «Il doping uccide e aiuta la malavita»

Il capitano Candelli ha incontrato 220 studenti della scuola «Non ordinate medicinali on line, sono sostanze pericolose»
PESCARA. Un giro di affari di 600 milioni l'anno e 12 milioni di fiale sequestrate nel biennio 2013-2014.
Sono questi i numeri del doping in Italia. Soldi che confluiscono nelle tasche della malavita mentre tanti giovani finiscono per farsi male, davvero.
«Non vi vogliamo spaventare, vogliamo tutelare la vostra salute», spiega il capitano dei Nas di Pescara Domenico Candelli, che ieri mattina ha tenuto un incontro con i ragazzi dell'istituto Acerbo, insieme al maresciallo Cosimo Chiego, ispettore nazionale antidoping. Il progetto che portano avanti si chiama “Cultura della legalità” e viene promosso dal comando generale dell’Arma dei carabinieri per informare gli studenti sulla lotta al doping e alle sofisticazioni alimentari.
Perché il fenomeno doping è un problema che riguarda non solo l’etica sportiva, ma sempre di più la salute pubblica.
Ma che cos'è esattamente il doping? «Si tratta», spiega Candelli, «della somministrazione o assunzione di farmaci e sostanze biologicamente attive non giustificate da condizioni patologiche, e idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell’organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti. Il doping nuoce gravemente alla salute ed è un delitto penale punito con la reclusione. E' il lato oscuro dello sport».
Una prassi, quella del doping, che sempre più tende a uscire dai campi di calcio e dalle competizioni ciclistiche, per approdare nella vita di giovani e giovanissimi.
«Le ragazze vogliono dimagrire e avvicinare il proprio corpo all'idea massificata di bellezza, mentre i ragazzi desiderano essere più tonici», continua Candelli, «e questo li spinge ad accostarsi a queste sostanze pericolose che oggi, purtroppo, si trovano facilmente attraverso internet. In rete infatti, ci sono informazioni su come acquistare farmaci online e sostanze dopanti, ma non tutti sanno, e non lo sanno nemmeno molti medici di base, che l'acquisto di farmaci online è vietato dalla legge».
Un mare di informazioni che si mischia a un mare di soldi, tanto che «la droga rende meno», aggiunge il capitano dei Nas, «e ovviamente l'interesse delle mafie in questo settore sta portando a uno sviluppo estremo di false informazioni». I soggetti e gli ambienti coinvolti in questi loschi traffici sono atleti professionisti e dilettanti, associazioni sportive, titolari di palestre, preparatori atletici, farmacisti, medici, rappresentanti farmaceutici e cyberpusher. «È per questo motivo che noi andiamo nelle scuole a dire le cose come stanno».
E la realtà è molto meno luccicante di quanto si possa immaginare. I “benefici” che questi farmaci apportano dal punto di vista estetico e delle prestazioni, nella realtà si pagano a caro prezzo. Perché di doping ci si ammala e si muore. Le conseguenze derivate dall'abuso di anabolizzanti steroidei sono devastanti. Per gli uomini parliamo di infertilità, crescita del seno, cancro alla prostata. Per le donne di irsutismo, trofia del seno, infertilità. Per entrambi i sessi, problemi di salute importanti come attacchi di cuore, tumori vari, emorragie interne. Un quadro che fa paura alle famiglie e di cui i ragazzi vanno informati.
«A questo incontro hanno partecipato più di 220 alunni», conclude la dirigente scolastica dell'istituto Acerbo Annateresa Rocchi, «ma vogliamo che tutti gli studenti sentano queste cose e vedano con i loro occhi gli effetti devastanti di simili sostanze, ed è per questo che chiederemo ai Nas di tornare».
Intanto, sull’argomento sono già previsti appuntamenti in altre scuole superiori, medie ed elementari di Pescara, Montesilvano e Chieti.
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