«Il nostro ospedale ha assoluto bisogno del Pronto soccorso»
Penne, il comitato porta il caso al tavolo della conferenza Stato-Regione che sarà convocata dopo il 20 agosto
PENNE. Incontro Stato-Regione per trovare una soluzione sul futuro del San Massimo. Il comitato Salviamo l'ospedale di Penne, che martedì pomeriggio ha contestato e ottenuto un confronto con la senatrice Federica Chiavaroli, che è intervenuta nel capoluogo vestino per la commemorazione dei Caduti nella tragedia di Marcinelle, è riuscito a ottenere l'importante impegno da parte della senatrice.
Il comitato, di certo, non ha intenzione di mollare la presa per cercare di fermare il processo di declassamento di un declassamento al servizio di un vasto comprensorio montano. Il nodo della questione è sempre lo stesso: ai cittadini dell'area vestina non va giù il riordino sanitario previsto per il San Massimo. La classificazione di ospedale di area disagiata sarebbe infatti disastrosa, soprattutto perché penalizzerebbe oltremodo il reparto di emergenza e ridurrebbe in modo drastico il numero dei posti letto. Già in questi mesi di luglio e agosto, su decisione della direzione sanitaria, l'area medica del San Massimo è stata accorpata in un'unica area da trenta posti letto. Numero davvero esiguo se si considera l'ampiezza del territorio vestino.
«La nostra protesta, teniamo a precisarlo, si è tenuta fuori dalla sala consiliare per rispetto della commemorazione della tragedia di Marcinelle. La Chiavaroli ha rigettato le responsabilità di quanto sta accadendo all'ospedale di Penne, precisando che il riordino non è una decisione del governo ma dalla Regione. Abbiamo chiesto e ottenuto che questo scarica barile finisca e la convocazione di un incontro Stato-Regione per discutere del futuro del San Massimo».
La riunione si terrà dopo il 20 agosto e la Chiavaroli si è impegnata a dare una mano. «Vgliamo che l'ospedale sia riclassificato come sede di Pronto soccorso, come Vasto, Lanciano, Sulmona e Atri. È troppo importante per un territorio così penalizzato dal punto di vista della viabilità avere un reparto di emergenza capace di rispondere puntualmente per salvare la vita alle persone. Infine, chiediamo che sia definita una pianta organica specifica per l'ospedale, secondo quanto previsto dal decreto Lorenzin», spiegano i rappresentanti del comitato, Nicola Spoltore e Michele Giancaterino. Negli ultimi dieci anni, il San Massimo è stato ridotto sia in termini di posti letto sia in termini di prestazioni: il Punto nascite è stato soppresso; il Laboratorio analisi, da unità operativa complessa è diventato unità semplice e la Rianimazione è stata trasformata in Tipo, terapia intensiva post- operatoria.
Come se ciò non bastasse, l’ospedale attende di essere ristrutturato con un investimento, approvato anche dalla Regione, per 12,5 milioni di euro.
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