«Il nostro ruolo contro il crimine»

Commercialisti a convegno: riserve sul nuovo codice antimafia
MONTESILVANO . «Nella lotta all’economia criminale serve una gestione rigorosa e seria dei beni, dal momento del sequestro sino a quello della confisca definitiva». È l’appello lanciato dal Consiglio nazionale dei commercialisti nel corso di un Convegno che ha preso il via ieri e chiude oggi i battenti al Pala Dean Martin di Montesilvano. Forti riserve i commercialisti le hanno espresso su alcuni aspetti del nuovo codice antimafia, in corso di approvazione parlamentare. «La riforma», scrivono in un documento presentato a Montesilvano, «esprime una logica punitiva per la figura e il ruolo del custode e dell’amministratore giudiziario e quindi del commercialista chiamato per legge ad assumere tali ruoli».
Alla due giorni prendono parte magistrati, politici, amministratori, esponenti delle forze dell’ordine, con il video contributo del presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, e del procuratore antimafia Franco Roberti, oltre al presidente del consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, del presidente dell’Odcec di Pescara, Giancarlo Grossi, del consigliere nazionale Valeria Giancola, il sottosegretario alla giustizia Federica Chiavaroli. «L’aggressione al patrimonio», spiegano i commercialisti nel documento, «è un fondamentale mezzo di contrasto alla criminalità organizzata, alla criminalità dei collettivi bianchi e ora anche al caporalato. La grande efficacia del sequestro e della confisca ha reso evidente come esse siano ormai assai più incisive – nel reprimere e prevenire i fenomeni criminali – rispetto alle pene detentive inflitte con le sentenze di condanna. La consapevolezza di tale efficacia ne ha determinato una applicazione sempre più diffusa che registra una crescita esponenziale, non solo nei territori dell’Italia del Sud, noti per la storica infiltrazione criminale nel tessuto sociale, ma ormai su tutto il territorio nazionale». Consapevole della centralità del ruolo del commercialista, il Consiglio nazionale è impegnato, con proposte emendative, sul fronte della riforma del codice antimafia, da luglio in seconda lettura presso la Commissione Giustizia della Camera.
Al riguardo i commercialisti «auspicano fortemente una tempestiva azione del Governo e del Parlamento per giungere presto a una disciplina legislativa moderna e maggiormente rispondente alle difficoltà applicative emergenti dalla prassi quotidiana in questo ambito». (a.bag.)
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