«Il nuoto italiano brillerà ai Giochi»

27 Dicembre 2015

Il presidente federale Barelli si dice ottimista: ci sono le premesse per ottenere grandi risultati

ROMA. «Il voto per il nostro 2015 è alto: siamo uno dei pochi paesi sul podio mondiale in tutte le discipline. Ma non bisogna esaltarsi e continuare a lavorare con progettualità, meticolosità e determinazione. Il 2015 è un anno preolimpico, quindi occorre prudenza». Il presidente della Federazione Italiana Nuoto, Paolo Barelli, archivia l’annata con soddisfazione per gli obiettivi centrati da un movimento in continua crescita. «I campionati mondiali di Kazan rappresentano il coronamento del lavoro svolto dalle squadre nazionali dall’inizio del quadriennio», spiega Barelli. «Abbiamo aggiornato il primato di medaglie iridate conquistate in un’unica edizione (14, rispetto alle 12 di Fukuoka 2001, ndr) e per la prima volta nella storia tutte le discipline sono salite sul podio almeno una volta con le eccellenze di Gregorio Paltrinieri nei 1500, Tania Cagnotto dal trampolino 1m e Simone Ruffini nella 25 chilometri. Federica Pellegrini ha conquistato per la sesta volta consecutiva la medaglia mondiale nei 200 stile libero; poi si è confermata ai campionati europei in vasca corta di Netanya, dove Gregorio Paltrinieri ha perfino battuto il più vecchio record mondiale ancora in vigore stabilito dal campionissimo Grant Hackett nel 2001. In Israele abbiamo conquistato 17 medaglie, migliorando 61 primati personali: indice di una crescita costante e di una ciclicità prestazionale da attribuire al lavoro congiunto di tecnici sociali e federali. Il punto più basso? È estraneo all’attività prettamente agonistica».

Con quali speranze il nuoto italiano va a Rio2016 è presto detto: «Occorre prudenza ed è sempre difficile effettuare previsioni. Sappiamo che c’è tanta attesa in considerazione degli ultimi risultati internazionali, ma tra il podio e il quinto-sesto posto la differenza spesso è questione di dettagli, centesimi, centimetri. Un bilancio si basa sulle medaglie, ma la valutazione tecnica è diversa. Per sport come i nostri ogni risultato pesa di più. Le nostre società affrontano costi di gestione elevati con sempre meno agevolazioni. Allenare nuotatori di alto livello senza il sostegno degli enti locali è difficile. Perciò abbiamo puntato su centri federali di eccellenza e offerto soluzioni alternative: ad Ostia, dove sono cresciuti Paltrinieri e Gabriele Detti, ora c’è la fila da tutto il mondo. Peraltro, ci aspettano mesi di qualificazioni con il Settebello chiamato a difendere l’argento di Londra 2012 e il Setterosa tornato sul podio iridato col bronzo di Kazan dopo 12 anni; Tania Cagnotto e Francesca Dallapè che desiderano riscattarsi dopo i centesimi che gli hanno negato il podio olimpico; il sincro che proverà a conquistare il pass olimpico con la squadra.

Massimiliano Curti

©RIPRODUZIONE RISERVATA