Il nuovo piano spiaggia non piace ai pescatori

Operatori marittimi e diportisti contestano il documento adottato nel 1999 e approvato dal Comune nel 2013: «Non siamo stati preventivamente informati»
MONTESILVANO. Pescatori e diportisti sul piede di guerra contro l'entrata in vigore del nuovo piano spiaggia. Il documento che regolamenta l'arenile della città adriatica in materia di stabilimenti balneari, alaggi e spiagge libere – adottato nel 1999, approvato nel 2013 ed entrato in vigore il 9 aprile scorso con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale – è arrivato come un fulmine a ciel sereno per gli operatori del settore marittimo che lamentano di non essere stati preventivamente informati delle modifiche.
Per questa ragione una delegazione composta da circa una ventina tra pescatori e diportisti, capitanati da Franco Ricci della Federcoopesca ha incontrato, ieri mattina in municipio, il commissario straordinario Maria Pia De Rosa, il dirigente comunale Bruno Celupica e il comandante della guardiacostiera di Montesilvano, Erico D'Angelo, per esporre le problematiche riscontrate. A cominciare dalla principale, che riguarda l'eliminazione dell'alaggio sul tratto di spiaggia libera adiacente il futuro mercatino ittico e il suo trasferimento a ridotto del Fosso Mazzocco.
«Queste varianti», attacca Ricci, «non sono frutto di concertazione, dal momento che non rispettano affatto gli accordi assunti nel corso dell'ultima riunione avvenuta con l'amministrazione Cordoma». Dopo aver preso atto delle modifiche, i pescatori hanno, infatti, scoperto che la nuova sede non è affatto idonea. «Se siamo qui non è per una questione di principio», avvertono, «ma perché non possiamo spostarci a Fosso Mazzocco dove, oltre alla presenza di un divieto di pesca a causa del fosso di scolo decisamente non igienico e pericoloso in caso di piena, c'è anche un pennello (fila di scogli, ndc) insidioso per le barche».
«E poi ci chiediamo che senso abbia», prosegue Ricci, «creare un mercatino per i pescatori, che possono vendere soltanto nei pressi della propria imbarcazione, se poi li spostiamo in una zona lontana da quella struttura necessaria al rispetto delle norme igienico-sanitarie europee». I pescatori puntano il dito anche sull'area di alaggio, già esistente e non modificata, vicino allo stabilimento Rosa dei Venti. «Abbiamo chiesto inutilmente che l'area fosse spostata 10 metri più a nord», hanno rivelato, «perché attualmente è posta proprio di fronte a una fila di scogli che ci obbliga a fare una curva che rischia di far capovolgere le imbarcazioni». In attesa del pronunciamento del Tar, al quale hanno deciso di appellarsi, i pescatori ottengono dal commissario la garanzia che, previo nulla osta da parte dei rappresentanti delle istituzioni coinvolti (Finanza, dogana, Capitaneria), provvederà al differimento dell'adeguamento, per gli impianti mobili, fino al 30 settembre per motivi di sicurezza.
Il tutto, in attesa di un'auspicata variante al piano da parte della futura amministrazione comunale. (a.l.)
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