Il nuovo porto completato tra cinque anni

Il presidente Sospiri: i lavori sono tutti finanziati e chi sta lavorando deve rispettare tempi e impegni
PESCARA. La previsione è completare, tra cinque anni, il nuovo porto di Pescara e riuscire così a portare a termine tutte le opere infrastrutturali comprese nei tre lotti del maxi progetto da 60 milioni di euro. Un obiettivo inseguito da pescatori e operatori commerciali da oltre vent’anni e che, sulla carta, risolverebbe una volta per tutte il problema dell’insabbiamento dell’infrastruttura. Un piano di interventi che, per il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, ha «forma e sostanza» in quanto «i lavori sono stati tutti finanziati» e «adesso abbiamo obbligazioni giuridicamente vincolanti che prescrivono di mantenere tempi e impegni».
Il primo atto per dotare Pescara di un porto moderno e funzionale è lo svuotamento della vasca di colmata. I lavori, iniziati il 19 gennaio scorso al costo di circa 1 milione di euro, sono ancora in corso. Porteranno entro la fine della primavera al prelievo dei primi 100mila metri cubi di fango su 192mila complessivi. Subito dopo l’estate, invece, si punta ad aprire quello che è stato definito «uno dei più grandi cantieri d’Abruzzo». Dopo il taglio della diga foranea e la realizzazione della barriera soffolta (per impedire il mescolamento della sabbia marina con i sedimenti trasportati dal fiume, intervento realizzato sullo scorcio dell’ultima amministrazione regionale guidata da Luciano D’Alfonso) si passa adesso al molo nord con il prolungamento del pennello a nord della foce del fiume e l’inizio dei lavori della darsena commerciale. Le ruspe, secondo il cronoprogramma stilato dall’Arap (l’Azienda regionale attività produttive individuata quale stazione appaltante) e finanziato con 21 milioni e 200mila euro inseriti nella manovra finanziaria dello Stato, dovrebbero entrare in azione al termine della stagione balneare in modo da vedere gli interventi del primo stralcio del progetto generale di deviazione del porto canale completati entro la stagione estiva 2022. Il contratto con l’impresa Co.Ed.Mar. Srl che si è aggiudicata la gara prevede l’apertura verso il largo del porto canale, con la deviazione del flusso delle acque e l’aggancio del molo nord alla nuova apertura. Il braccio sinistro dovrà quindi proseguire verso il largo, a nord, per permettere l’ormeggio dei pescherecci e il riparo dalle correnti. Il braccio destro sarà invece allungato verso sud per permettere l’attracco delle grosse imbarcazioni, come le petroliere del gruppo Di Properzio, i traghetti in grado di trasportare uomini e mezzi da una sponda all’altra dell’Adriatico e tutte le navi da crociera che hanno bisogno di un pescaggio importante. Il completamento dei moli guardiani servirà a deviare le acque fluviali e ad accompagnarle al largo oltre la diga foranea.
«Conclusi tutti gli interventi», spiega il presidente Lorenzo Sospiri, «lo scalo avrà una nuova configurazione strutturale che, in base agli studi approvati, porterà una serie di benefici in termini di sostenibilità ambientale e miglioramento della qualità delle acque di balneazione. Questo vuol dire che renderemo stabile la conquista della Bandiera blu. Ma i primi effetti dell’opera li vedremo affiorare già nell’estate 2022. Nel frattempo i lavori del secondo e terzo lotto andranno avanti, in parte sovrapponendosi. È ragionevole pensare che tra 5 anni potremo tagliare il nastro al nuovo porto: un’opera rinnovata, grazie anche alla costanza del governatore Marco Marsilio, immaginata quasi vent’anni fa dal sottosegretario alle Infrastrutture e ai lavori pubblici Nino Sospiri».
Per consentire l’avvio dei lavori, dal 14 al 29 aprile scorso, sono stati realizzati i carotaggi con il prelievo dei campioni di sedimenti per la caratterizzazione ambientale, operazione che consente di identificare quali elementi ci sono all'interno della sabbia depositata sul fondo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

