Il nuovo prefetto Ferdani: «Sarò in prima linea contro la criminalità organizzata»

Ecco le priorità del successore di Di Vincenzo: più controlli per fermare lo spaccio Ripartono le attività in periferia: sì alla repressione ma serve anche l’educazione
PESCARA. «La prima idea che mi sono fatto è che questo è un territorio ricco anche dal punto di vista dell’impresa e del commercio, quindi, la criminalità tenterà sempre più di penetrare a Pescara». Il prefetto Flavio Ferdani non era mai stato a Pescara prima della nomina decisa dal governo Meloni: capirà la città senza il filtro dei pregiudizi, intanto studia relazioni e ascolta i vertici delle istituzioni e delle forze dell’ordine. «E al termine di questo primo giro di incontri convocherò il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica», annuncia. Le parole d’ordine della prima uscita pubblica sono «entusiasmo», «opportunità» e «grande privilegio». E poi «ascolto», «leale collaborazione» e «legalità e coesione sociale». «Ho incontrato il sindaco di Pescara, il presidente della Provincia, i vertici delle forze dell’ordine; voglio concludere al più presto questo giro di incontri. Poi, la prefettura orienterà la sua azione anche secondo i canali che ci sono stati indicati».
Tra il 2020 e il 2022, la prefettura di Pescara ha adottato 4 comunicazioni antimafia e due informazioni antimafia: è il segno che la criminalità organizzata prova a penetrare nell’economia della città. Cosa farà?
«Il rischio che la criminalità tenti di penetrare sempre più di in questo contesto c’è. Ma l’attività delle forze dell’ordine e la prevenzione sono le strade principali per contrastare ed evitare che il cancro della criminalità si possa inserire in un tessuto imprenditoriale che è sano».
Il quartiere Rancitelli è un’emergenza ormai cronica di Pescara: un’indagine della Procura distrettuale antimafia dell’Aquila ha parlato dell’esistenza di una «mafia autoctona». Come interverrà in periferia?
«Nel primo incontro con il sindaco e con le forze dell’ordine abbiamo affrontato anche questo problema. Continueremo con la strada già tracciata accompagnando a un’attività di repressione anche un’attività di prevenzione, cercando di intercettare per tempo i segnali».
Rancitelli è anche l’epicentro dello smercio di droga: come si muoverà contro lo spaccio?
«Sono due le strade fondamentali. La prima è la repressione: le forze dell’ordine svolgono già questa funzione in modo più che soddisfacente ma la prima cosa che ho chiesto è intensificare i controlli antidroga. Poi c’è un secondo aspetto: registro una crescita di consapevolezza nel mondo giovanile e bisogna proseguire. Ho portato avanti progetti nelle scuole per interagire e creare un’empatia tra istituzioni e studenti per far crescere nei ragazzi la consapevolezza che ricorrere all’utilizzo delle droghe comporta inevitabilmente conseguenze gravi. Quindi, sì alla repressione ma anche educazione: le due cose insieme sono un ottimo sistema per contenere il grave fenomeno dello spaccio e del consumo di droga. Di certo, è un tema sul quale non dobbiamo abbassare la guardia perché dallo spaccio di sostanze stupefacenti deriva una serie di conseguenze che vanno combattute».
Pescara è anche un luogo di ritrovo per il divertimento e, spesso, si sono registrati reati legati alla mala movida: in due anni, dal 2021 al 2023, sono stati emessi 35 Daspo urbani. Come si può arginare questo fenomeno?
«L’educazione può essere un rimedio anche in questo senso. Ci sono le condizioni per creare un divertimento consapevole e responsabile nel mondo giovanile e conciliare la movida con le esigenze dei residenti. È necessario puntare alla crescita di un’etica della responsabilità e del rispetto. La crescita culturale può aiutare nel rapporto di comune vicinanza e convivenza».
Secondo l’ultimo Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, i reati in città sono in calo del 16% ma tra la gente c’è ancora una scarsa percezione della sicurezza: i controlli saranno potenziati?
«Assolutamente sì. Il dato statistico è fondamentale perché conoscere è importante per deliberare e decidere: avere contezza di un determinato fenomeno orienta e ottimizza l’attività delle forze dell’ordine. Ma non dobbiamo dimenticare la percezione della sicurezza tra i cittadini che, per singoli episodi, potrebbero aumentare la loro sensazione di insicurezza. Quindi, sì ai controlli».
Capitolo migranti: la prefettura come gestirà gli arrivi?
«L’obiettivo è creare la maggiore sinergia possibile, a partire dai sindaci dei comuni interessati dagli arrivi, per favorire l’accoglienza. Su questo, conta anche il ruolo della Chiesa e voglio incontrare anche l’arcivescovo».
L’ultimo atto del suo predecessore, l’attuale prefetto dell’Aquila Giancarlo Di Vincenzo, riguarda un opuscolo contro l’usura: è un problema sempre attuale?
«La criminalità organizzata ha a disposizione ingenti capitali e le istituzioni devono operare con le forze dell’ordine per evitare che attecchisca il fenomeno dell’usura e che i cittadini restino imbrigliati e siano costretti a vivere nell’assoluta dipendenza di questi finanziamenti illeciti. È un segnale di illegalità che dobbiamo combattere».

